LA RELAZIONE SULLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA 

Covid, Patroni Griffi: Tar non sia arma per lotta tra istituzioni

Il richiamo del presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi. Nel 2020 ridotte le pendenze del 6%, del 9,7% nei Tar

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2' di lettura

L’emergenza dovuta alla pandemia ha fatto emergere «frequenti conflitti» per «l'assenza di una tempestiva ed effettiva cooperazione tra Stato e Regioni, sintomo delle criticità della riforma costituzionale del 2001 nella gestione di situazioni di rilevanza nazionale» e di «una certa ritrosia dello Stato nell'esercitare funzioni di sua sicura competenza esclusiva e nell'azionare il potere sostitutivo».

«Il giudice amministrativo non è né un'arma che talvolta sento brandire da un'istituzione contro un'altra, né, all'opposto, qualcosa da abolire: è la garanzia del corretto bilanciamento tra diritti individuali e collettivi ed è colui che è chiamato a supplire al fallimento della leale cooperazione tra istituzioni, come è avvenuto per esempio, per la scuola».

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È il richiamo del presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, nella relazione sull'attività della giustizia amministrativa, in occasione dell’inaugurazione dell'Anno Giudiziario del Consiglio di Stato. Allo stesso modo, ha messo in evidenza Patroni Griffi, «l'incertezza nelle scelte politiche non può essere “scaricata” sull'amministrazione e sulla giurisdizione».

All’incontro a Palazzo Spada ha partecipato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Assente il premier dimissionario, Giuseppe Conte: in rappresentanza della presidenza del Consiglio è intervenuto il sottosegretario Riccardo Fraccaro.

Patroni Griffi, pandemia rinsaldi vincolo solidarietà

Il presidente del Consiglio di Stato ha messo in evidenza la necessità di «una risposta individuale e collettiva ferma e responsabile che rinsaldi i vincoli di solidarietà fra le persone e il ruolo unificante dell'Unione europea». La pandemia ci lascerà, ha spiegato, «il dovere di concentrarci su settori-chiave per un nuovo sviluppo sostenibile: ambiente, welfare, innovazione, infrastrutture, istruzione, sanità” e “tutti sono chiamati a dare il proprio contributo per colmare le disuguaglianze sociali ed economiche acuite dalla pandemia».

Consiglio Stato: ridotte le pendenze del 6%, del 9,7% nei Tar

Dalla relazione sull'attività della giustizia amministrativa è emerso che «nel periodo che va dall'1 marzo 2020 al 31 dicembre 2020, la giustizia amministrativa ha smaltito, in entrambi i gradi, più di quanto abbia incamerato: 47.869 procedimenti definiti in primo grado (a fronte dei 34.895 incamerati) e 11.078 in secondo grado (a fronte dei 9.135 incamerati). Nonostante le difficoltà legate al periodo emergenziale, lo sforzo di abbattere l'arretrato è continuato, grazie anche al notevole lavoro della Sezione II, conducendo a un calo del 6% delle pendenze, in Consiglio di Stato, e del 9,7% presso i TAR». «Particolarmente bassi, in appello, i tempi medi di definizione dei ricorsi in materia di appalti - ha sottolineato Patroni Griffi -. Mentre l'uso delle sentenze in forma semplificata ha consentito una definizione in appello in 69 giorni del 26% delle cause per le quali era stata chiesta la sospensione cautelare della sentenza di primo grado». «Quest'anno, dunque, non solo non si è formato ulteriore arretrato, ma, grazie alla definizione nel 2020 di 13.221 appelli, si è assistito ad un calo delle pendenze - ha continuato il presidente del Consiglio di Stato -, che risultano pari a 24.161 affari (pari alla somma tra i 22.696 ricorsi pendenti al 31 dicembre 2020 presso le Sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato e i 1.465 ricorsi pendenti al 31 dicembre 2020 presso la Sezione giurisdizionale del Consiglio di Giustizia della Regione Siciliana) e a 131.937 in primo grado».

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