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Covid, piano di aiuti e clima: 3 priorità del nuovo presidente Usa

Al primo posto della Bideneconomics il rilancio dello sviluppo contro la crisi e il coronavirus. Marcia indietro sulla deregulation. Energia pulita e grandi investimenti

di Riccardo Barlaam e Marco Valsania

Joe Biden, chi e' il nuovo inquilino della Casa Bianca

Al primo posto della Bideneconomics il rilancio dello sviluppo contro la crisi e il coronavirus. Marcia indietro sulla deregulation. Energia pulita e grandi investimenti


3' di lettura

Primo. Il varo di un grande piano nazionale di rilancio dell’economia contro il coronavirus: «Ci sono 240mila sedie rimaste vuote nei tavoli delle cucine americane. Oltre 20 milioni di disoccupati. Milioni di persone fanno fatica a mettere il cibo in tavola ogni giorno», ha detto il presidente eletto Joe Biden nel suo breve discorso a Wilmington, la sua città in Delaware, prima ancora di conoscere i risultati.

Il piano anti-Covid al primo posto

Con la vice Kamala Harris e il team economico venerdì 6 novembre nel centro operativo improvvisato nel Chase Center, in attesa dello spoglio, si sono messi a lavorare per mettere a punto i dettagli del piano contro il coronavirus che verrà firmato al Day One, il 21 gennaio, nel primo giorno della sua presidenza.

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I Bideneconomics sono l’opposto delle politiche di Trump. Biden farà marcia indietro sulla deregulation, con le oltre cento norme ambientali cancellate dall’amministrazione Trump e nella finanza. Rafforzerà le norme antitrust.

Investimenti per 7.500 miliardi di dollari

Nell’insieme il piano economico di Biden è ancorato alla promessa di investire 7.500 miliardi di dollari nell’arco di un decennio. Un grande piano di spesa pubblica keynesiano verrà varato subito con 2mila miliardi di investimenti per infrastrutture, energia pulita, ricerca e sviluppo, 5G, tecnologie per batterie e intelligenza artificiale.
Spesa che nelle sue intenzioni sarà finanziata dall’aumento delle imposte federali sulle società dal 21% al 28% e l’aumento delle imposte per chi supera 400mila dollari di reddito. Un programma rappresentato dallo slogan Build Back Better, ricostruire meglio il Paese. Previsti investimenti nel welfare a partire dal programma di assistenza sanitaria pubblica Medicare, o Obamacare, che l’amministrazione Trump proponeva di cancellare e invece Biden vuole espandere e rilanciare con 2.250 miliardi di investimenti, tanto che prevede di dargli il suo nome: Bidencare.

Aiuti alle famiglie povere

Previsti 640 miliardi di incentivi per le famiglie a basso reddito e l’edilizia popolare, 1.600 miliardi per l’istruzione, il congedo di malattia per i lavoratori, l’aumento del reddito minimo federale a 15 dollari l’ora. La banda larga nelle aree rurali e la cittadinanza ai “dreamers”, gli immigrati che hanno fatto grande la Silicon Valley. Il programma di Biden prevede la riduzione del debito degli studenti universitari.

Molta attenzione sarà dedicata ai problemi razziali e alle pari opportunità per le minoranze. Biden ha sempre detto, prima ancora del caso George Floyd e delle proteste del movimento Black Lives Matter, che prevedeva un piano di risarcimento morale ed economico per i 200 anni di razzismo della società americana a favore degli afroamericani. Con aiuti economici e agevolazioni allo studio per gli studenti di colore meritevoli come compensazione alle violenze razziali. La sua agenda economica prevede l’introduzione di limiti alla spesa della difesa portata ai massimi da Trump, oltre anche le richieste del Pentagono stesso, e una tassa sui capital gain, le plusvalenze superiori al milione.

Green New Deal da 2 miliardi

Sul clima oltre al suo Green New Deal da 2mila miliardi, il primo passo in politica internazionale per Biden sarà quello di far rientrare gli Stati Uniti negli Accordi internazionali sul clima di Parigi, da cui formalmente gli Usa sono usciti il 4 novembre.

Sempre in politica internazionale Biden cercherà di rilanciare il multilateralismo, l’America che tornerà alla guida della comunità internazionale, e i rapporti con gli alleati più stretti, come l’Europa. Riguardo alla Cina, non finirà l’offensiva americana per contrastarne l’ascesa.

Nuovi rapporti con la Cina

Ma finirà la guerra commerciale che ha tenuto con il fiato sospeso il mondo, aumentato il disavanzo commerciale Usa e penalizzato le aziende importatrici americane con i dazi. Invece delle tariffe Biden cercherà di spingere la Cina a sottostare alle regole commerciali internazionali, con nuove regole che verranno introdotte nella Wto messa in ginocchio da Trump, da riformare e far ripartire. Lo stesso farà con la pandemia e il sostegno all’Oms, dove l’America rientrerà subito. Nell’anno in cui l’Italia avrà la guida del G20 e organizzerà un vertice internazionale per una risposta unitaria dei Grandi al rilancio dell’economia.

Sempre sulla Cina, Biden ha parlato della possibilità di rilanciare l’Accordo di libero scambio dell’Asia Pacifico annullato da Trump, il Trans-Pacific Partnership, introducendo regole più stringenti su lavoro e ambiente e spingendo la Cina ad aderire.

La strategia di Biden per il rilancio del manifatturiero prescrive 700 miliardi di investimenti, con capitoli sul Buy American, la risposta all’America First di Trump: previsti acquisti governativi di beni e servizi made in Usa per 400 miliardi in quattro anni accanto a incentivi all’innovazione per 300 miliardi. Una simile scommessa tra clima, infrastrutture, tecnologia e manifatturiero, creerebbe stando ai democratici cinque milioni di nuovi solidi posti di lavoro.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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