ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’andamento dell’epidemia

Covid, possibile stop al tampone obbligatorio per chi arriva dalla Cina

Lo ha ipotizzato il ministro della Salute Orazio Schillaci allo scadere (31 gennaio) dell’ordinanza che ne ha imposto l’obbligo. Per il ministro «i numeri sono molto rassicuranti. E i tamponi sui cittadini in arrivo con volo diretto dalla Cina non hanno rivelato la presenza di varianti del virus diverse da Omicron»

di Andrea Gagliardi

Covid, tamponi obbligatori per chi arriva dalla Cina

2' di lettura

Il 31 gennaio scade l'ordinanza sull'obbligatorietà dei controlli tramite tampone negli aeroporti ai passeggeri di voli dalla Cina. «I numeri sono molto rassicuranti. Siamo sereni, per ora. I tamponi obbligatori sui cittadini in arrivo con volo diretto dalla Cina non hanno rivelato la presenza di varianti del virus diverse da Omicron» ha affermato il ministro della Salute Orazio Schillaci, in un'intervista al “Corriere della Sera” ipotizzando anche la decisione di interrompere l'obbligo dei controlli ai passeggeri dalla Cina

Andreoni: cautela su stop controlli

Ma l’idea non è condivisa dalla comunità scientifica. «Io sarei per una linea più prudente - dice all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, professore di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) -. E sarei molto cauto dal punto di vista epidemiologico in funzione di quanto accade tra la popolazione cinese». Anche perché «di un’eventuale comparsa e emergenza nuove varianti in Cina, noi ne veniamo a conoscenza con un po’ di ritardo, a causa del sequenziamento dei test»

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Ciccozzi: prolungare test a passeggeri cinesi almeno fino al 10 febbraio

«I tamponi ai passeggeri in arrivo in Italia dalla Cina non vanno interrotti il 31 gennaio, ma prolungati almeno fino al 10 febbraio» aggiunge Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia della Facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma. «Questo perché i cinesi si stanno muovendo dopo una lunga chiusura e le partenze e i rientri per il Capodanno lunare sono scaglionati nel tempo. Quando c’è un grande movimento di persone è normale allungare i controlli, abbiamo fatto una cosa buona con i test anti-Covid ai passeggeri, molti Paesi hanno seguito poi l’Italia, non interrompiamoli»

Cina: 13.000 morti per Covid in ospedale in una settimana

Il virus del resto continua a mietere vittime nel Paese asiatico. In Cina nella sola settimana dal 13 al 19 gennaio almeno 13.000 persone sono morte in ospedale in conseguenza del Covid, di cui 681 pazienti per problemi respiratori provocati direttamente dal virus e 11.977 per altre malattie combinate al coronavirus: lo rende noto il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), che precisa che la cifra non include le persone che sono morte in casa a causa del Covid.


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