L’iniziativa a Roma

Covid, dalle principesse alle mascotte, la protesta colorata dei parchi tematici e acquatici per chiedere di riaprire

Nel 2020 il 20% dei parchi ha dovuto rinunciare completamente all'apertura, 5 strutture italiane sono passate sotto il controllo di fondi di investimento stranieri e si sono persi 10 mila posti di lavoro stagionali

di An.C.

Riaperture, Draghi: "Voglio riaprire, ma bisogna farlo in sicurezza"

2' di lettura

“Fateci riaprire subito! Non possiamo aspettare il primo luglio!”. A Roma, in una Piazza del Popolo coloratissima, è andata in scena la protesta dei lavoratori dell'Associazione parchi permanenti italiani, ovvero le 230 strutture tra parchi a tema, avventura, acquatici e faunistici, chiusi ormai da ottobre e che rischiano di perdere quasi l'intera alta stagione per un cronoprogramma che, a oggi, li terrà chiusi ancora fino all'1 luglio. Una protesta con il sorriso, portata avanti da principesse, mascotte, pinguini, majorette, stuntmen e una pioggia di palloncini. Con il motto “Liberate il Sorriso” oltre duecento lavoratori e artisti, hanno dato vita a un flash-mob a base di musica, palloncini colorati e spettacolo.

Nel 2020 due parchi su dieci hanno rinunciato all’apertura

Il settore, ricordano gli operatori, nel 2019 ha generato un giro d'affari superiore ai 400 milioni di euro con 25 mila posti di lavoro diretti (occupati fissi e stagionali). Numeri che salgono a due miliardi e 60 mila addetti considerando l'indotto di hotel, ristorazione, merchandising, manutenzioni e servizi collaterali. Nel 2020 il 20% dei parchi ha però dovuto rinunciare completamente all'apertura, 5 strutture italiane sono passate sotto il controllo di fondi di investimento stranieri e si sono persi 10 mila posti di lavoro stagionali. Senza contare che in 14 mesi di crisi le aziende del settore non hanno ricevuto ristori e finanziamenti, nonostante gli ingenti costi fissi.

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«100mila lavoratori sono in bilico»

«Ci aspettiamo dal Governo un intervento significativo con l'anticipazione delle aperture e, se non è in grado di supportarci con finanziamenti a fondo perduto, con la concessione di finanziamenti a lungo termine a tasso agevolato, come avviene anche negli altri Paesi - ha sottolineato Giuseppe Ira, presidente dell'Associazione parchi permanenti italiani e di Leolandia (Bergamo) - . 100.000 lavoratori, tra occupati fissi e stagionali, diretti e dell'indotto, sono in bilico. Gli stagionali, inoltre, sono senza sussidi dal 30 aprile. Il Governo deve occuparsi anche di noi».


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