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Coronavirus: Italia verso l’uscita dalla zona rossa, nessuna regione in lockdown

Con l’approdo dell’Abruzzo dal 7 (o dal 9) dicembre in zona arancione, il Paese entra in una nuova fase: nessuna regione è più strettamente in lockdown. Restano arancioni anche Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Bolzano, Toscana, Campania, Basilicata e Calabria. Le altre undici regioni, oltre alla provincia di Trento, sono gialle

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(foto Ansa)

Con l’approdo dell’Abruzzo dal 7 (o dal 9) dicembre in zona arancione, il Paese entra in una nuova fase: nessuna regione è più strettamente in lockdown. Restano arancioni anche Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Bolzano, Toscana, Campania, Basilicata e Calabria. Le altre undici regioni, oltre alla provincia di Trento, sono gialle


4' di lettura

Da domenica 6 dicembre Campania, Toscana, Valle d'Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano diventeranno arancioni, mentre Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria passeranno all’area gialla. Le 3 ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza sulla base dei dati della Cabina di regia del 4 dicembre sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 5 dicembre.

Italia via da zona rossa, nessuna regione in lockdown

Il governatore Marco Marsilio ha poi firmato l’ordinanza con la quale l'Abruzzo delinea il rientro in zona arancione. Il provvedimento ha efficacia dal momento della sua pubblicazione, già da domani. Il ministro Speranza, si legge in una nota dello staff del presidente, “è stato informato prima dell'adozione del provvedimento”. Marsilio ha “ritenuto di doversi assumere la responsabilità di evitare che un'applicazione letterale delle norme vigenti provocasse all'Abruzzo un trattamento sproporzionato e dannoso”. L’Italia così non avrà più zone rosse da lunedì 7 dicembre. Anche se fonti del governo sottolineano che l’Abruzzo deve aspettare mercoledì per passare in zona arancione. “La regione Abruzzo aveva anticipato l'ingresso in zona rossa rispetto all'ordinanza del governo. La cabina di regia che monitora i dati di tutte le regioni ha riconosciuto questa anticipazione che avrebbe potuto portare alla zona arancione nella giornata di mercoledì. La scadenza dei 21 giorni è però prevista per mercoledì, non per lunedì. Quindi non c'è avallo su questa ulteriore anticipazione”.

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Prima Ordinanza del ministro della Salute

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Con la prima ordinanza del ministero della Salute si rinnovano le misure restrittive vigenti relative alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte. Con la seconda le Regioni Campania, Toscana, Valle d'Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano passano da area rossa ad area arancione. Con la terza le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria passano dall'area arancione all'area gialla.

Seconda Ordinanza del ministro della Salute

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Per le 4 Regioni che entrano nella zona arancione la grande novità sarà la riapertura dei negozi, ma resta invece lo stop a tutti gli spostamenti in entrata e in uscita dai confini regionali. Un divieto che invece cade per le cinque Regioni che sempre da domenica 6 dicembre entrano nell’area gialla: oltre alla possibilità di uscire (ed entrare nella Regione) l’altra grande novità è la riapertura di bar e ristoranti anche se sempre con la chiusura fissata alle 18. Se i dati saranno confermati nelle prossime due settimane è possibile che tutta l’Italia diventi gialla tra la prossima domenica e il 20 dicembre.

Terza Ordinanza del ministro della Salute

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Il report a cui fa riferimento la nota è quello settimanale dell’Iss, pubblicato pochi minuti prima della nota ministeriale. Nel periodo 11-24 novembre 2020, l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,91. Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni. Lo rileva il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Tre Regioni sono «classificate a rischio alto» di trasmissione di Sars-Cov-2: Calabria, Puglia e Sardegna, quest'ultima a «titolo precauzionale in quanto non valutabile in modo attendibile per completezza» dei dati. La classificazione a rischio alto «per 3 o più settimane consecutive - si legge - prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale».

Brusaferro, Italia si sta “decolorando” come altri paesi Ue

Il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro in occasione della conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di Regia ha messo in evidenza che l'Italia si sta lentamente “decolorando” e questo riflette che in qualche modo un po’ in tutti i paesi Ue l'epidemia sta cominciando a decrescere.

Rezza,rapporto test-positivi al 10%, ancora alto

Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, anche lui intervenuto in conferenza stampa, ha messo in evidenza che «oggi abbiamo oltre 24mila test positivi, in leggero aumento rispetto a ieri, e come proporzione di positivi siamo ancora sopra al 10%, e quindi siamo ancora ad un livello elevato di circolazione virale. I decessi sono 814, ancora molti, ma tale numero può restare elevato per un certo periodo».

L’Iss: obiettivo Rt sotto 1 in tutto il territorio nazionale

L'incidenza, mette in evidenza il monitoraggio, rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore significativa diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione segnalati e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri.

18 regioni oltre soglia critica area medica o Ti

«L'impatto della epidemia sui servizi sanitari assistenziali - si legge ancora nel documento - rimane alto. 18 Regioni/PPAA, il primo dicembre avevano superato almeno una soglia critica in area medica o Terapia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto in Terapia Intensiva supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione: da 3.816 (24/11/2020) a 3.663 (01/12/2020); mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 34.577 (24/11) a 32.811(01/12/2020)».

Maggioranza regioni rischio moderato, in 2 è basso

L’Iss rileva ancora: «Si osserva una riduzione generale del rischio complessivo, con la maggior parte delle Regioni/PPAA a rischio moderato e, per la prima volta dopo sette settimane, due a rischio Basso».

Incidenza cala 590 casi per 100.000 ma sempre alta

« Questa settimana - si legge ancora nel documento - si osserva una diminuzione significativa dell'incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni: 590.65 casi per 100,000 abitanti nel periodo 23/11/2020-29/11/2020 contro 706.27 per 100,000 abitanti nel periodo 09/11/2020-22/11/2020, sebbene questa “rimanga a livelli molto alti».

Migliora attività di tracciamento dei casi

Migliora il contact tracing. «Si continua ad osservare una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (62.617 contro 77.541della settimana precedente): questo dato, insieme all'aumento nella percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (24,7% contro 17,1%) suggerisce un miglioramento dell'attività di tracciamento stessa».

Evitare rilassamento prematuro delle misure adottate

Gran parte delle Regioni sono classificate a rischio moderato di una trasmissione di Covid 19 non controllata/gestibile ma l'elevata incidenza e l'attuale forte impatto sui servizi ospedalieri richiede cautela con un continuo monitoraggio e la necessità di mantenere elevata l'attenzione nei comportamenti.

Rezza, incidenza ancora elevata, prudenza nelle festività

Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza ha messo in evidenza che «è ancora alto il tasso di occupazione delle terapie intensive che si trova al di sopra della soglia critica anche se si nota un iniziale lieve decremento dei ricoveri ospedalieri e terapia intensiva. L''incidenza è ancora elevata, intorno a 570 casi per 100mila abitanti. Grazie alle misure di contenimento - ha aggiunto - scende di poco, al di sotto di 1, l'Rt. È necessario continuare a tenere comportamenti prudenti: evitare aggregazioni, distanziamento sociale, lavaggio frequente delle mani e la mascherina anche in previsione delle prossime feste».

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