Brescia

Covid, la startup che stampa valvole per maschere Decathlon

Ultrafab utilizzando l'Iot punta al monitoraggio da remoto per gli anziani

di A.essia Maccaferri

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Lo spazio adibito a fablab all'interno della startup Ultrafab

Ultrafab utilizzando l'Iot punta al monitoraggio da remoto per gli anziani


2' di lettura

A Brescia, nel cuore dell’industria italiana, loro sono sempre stati leggeri. Più software che hardware. «Alla fine degli anni 90 collegavamo i sistemi fisici a internet, qualcosa di simile a quello che poi è stato l’Internet of Things» racconta Alessio Bernesco, che assieme a un socio, ha fondato Ultrafab una ventina di anni fa.

Ora lavorano in tutta in Italia per industrie, pubblica amministrazione, servizi. Il core business della startup innovativa è l’acquisizione e la gestione dei dati sia per migliorare la produttività sia i processi. «Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 noi continuiamo a lavorare come sempre in smart working, per noi non è cambiato nulla. Ma molti nostri clienti hanno chiuso dalla sera alla mattina, mentre seguiamo da remoto chi non ha chiuso» racconta Bernesco.

In partnership con il system integrator Tilak, Ultrafab ha iniziato a lavorare per una azienda leader nel biomedicale, per la quale stavano interconnettendo le loro macchine, rilevandone i dati e inserendoli nel gestionale. «Con l’emergenza Covid-19, abbiamo riconvertito tutto quello che stavamo facendo e fornito strumenti mirati sulle nuove esigenze: l’azienda deve far fronte a sfide logistiche di approvvigionamento e noi abbiamo fornito un’applicazione specifica per la gestione dei consumi del materiale per i loro prodotti e della relativa supply chain. Uno strumento che consente in tempo reale di pianificare la produzione e l’acquisizione delle materie prime e che crediamo possa portare ancora più efficienza e ottimizzare i processi produttivi» spiega Bernesco.

In queste settimane Ultrafab si è messa a disposizione per supportare le soluzioni al servizio dell’emergenza. «Ora stiamo ragionando con un medico, il dottor Leonardo Bonandi, su un progetto nuovo: monitorare lo stato di salute delle persone in stato di fragilità, ospitate da Rsa e case di cura. Il monitoraggio dei parametri fisiologici potrebbe avvenire attraverso l’implementazione di sistemi di Iot» aggiunge Bernesco, che in Ultralab è affiancato da cinque persone e una serie di collaboratori.

Sposando le logiche open source, la startup bresciana ha anche messo a disposizione il proprio fablab interno da 450 metri quadrati con stampanti 3D, taglio laser e altri strumenti per la prototipazione digitale. Nei giorni scorsi è uscita dal fablab qualche valvola destinata alle maschere da sub di Decathlon trasformate in maschere per la terapia intensiva, grazie all’azienda veneta Isinnova. In questi giorni invece il fablab sta producendo una trentina di visiere utili al personale medico al lavoro sull’emergenza, su richiesta dello Studio Associato Infermieristico Bresciano, che ha tra i committenti strutture come Rsa, punti prelievo, medicina del lavoro, poliambulatori, cliniche, ospedali e strutture religiose.

«Speriamo che, tra le altre cose , questa situazione porti in futuro a valutare che un modo di lavorare pragmatico, agile e destrutturato simile al nostro può essere in grado di rispondere più velocemente e in maniera efficace e flessibile - commenta Bernesco - Se altri vorranno intraprendere questa strada noi siamo qui a supportarli».

Ultrafab rinnova la propria disponibilità a supportare il sistema sanitario, condividendo il proprio know-how e le proprie tecnologie.

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