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Covid, tamponi fai da te: business in crescita. A marzo giro d’affari da 60 milioni e 6 milioni confezioni vendute

In base ai dati Iqvia - il provider globale di dati, analisi, consulenza e tecnologie innovative in ambito sanitario e farmaceutico - il giro d’affari è passato da 24 milioni di euro (e 1,1 milioni di confezioni vendute) a settembre 2021 a 60,4 milioni di euro (e 6,5 milioni di confezioni) a marzo 2022

di Andrea Gagliardi

3' di lettura

La richiesta è aumentata in modo esponenziale durante le vacanze natalizie, anche a causa della risalita dei contagi (verso quota 100mila al giorno) e delle lunghe code per eseguire i tamponi rapidi in farmacia. Poi da febbraio i tamponi “fai da te” sono stati sdoganati anche per il rientro in classe accompagnati da autocertificazione dei genitori. E in generale il loro utilizzo è cresciuto per il prezzo contenuto (al supermercato si trovano anche a meno di sei euro) e per la versatilità del loro impiego: è sempre più diffusa, ad esempio, l’abitudine, in caso di infezione Covid accertata, di “testarsi” da soli a casa con il più economico tampone “fai da te” prima di tornare dopo 7-10 giorni in farmacia per verificare la riacquistata negatività spendendo 15 euro per il tampone antigenico.

Business in crescita

Fatto sta che il business dei tamponi fai da te è in crescita. In base ai dati Iqvia - il provider globale di dati, analisi, consulenza e tecnologie innovative in ambito sanitario e farmaceutico - il giro d’affari è passato da 24 milioni di euro (e 1,1 milioni di confezioni vendute) a settembre 2021 a 60,4 milioni di euro (e 6,5 milioni di confezioni) a marzo 2022.

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Picco a gennaio

In realtà il picco di vendite risale a gennaio 2022 (mese segnato da picchi di oltre 200mila contagi al giorno, a causa dell’esplosione della contagiosissima variante Omicron) con oltre 14 milioni di confezioni vendute. Ma i mesi di febbraio (4,8 milioni) e marzo (6,5 milioni), pur registrando un drastico ridimensionamento segnano comunque una stabilizzazione del giro d’affari tra i 50 e i 60 milioni di euro. Numeri nettamenti più alti di quelli dell’autunno 2021.

Cresce il peso della GDO

Quano ai canali di vendita, anche se la parte del leone la fanno sempre le farmacie, ormai i test si comprano sempre più spesso anche presso la grande distribuzione. A settembre i tamponi fai da te venduti in super e ipermercati erano il 13% del totale. A marzo, sempre in base ai dati Iqvia, su 6,5 milioni di confezioni vendute il 24% è stato acquistato nella Gdo (circa 1.6 milioni di confezioni) e il 67% (4,4 milioni) in farmacia. Il restante 10% è ripartito tra parafarmacie e e-commerce.

In leggero calo i test ufficiali

Del resto, con la fine dello stato di emergenza, la campagna di vaccinazione di massa (oltre l’84% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale primario) e l’allentamento delle restrizioni si registra un diffuso atteggiamento di minore attenzione al virus. Difficile mappare il fenomeno ma in tanti optano per un tampone in casa e se il risultato è positivo non presentano in farmacia per il tracciamento ufficiale e nemmeno chiamano il medico per informarlo. Si aspetta che passi e si torna al lavoro. Un fenomeno che inizia lentamente a tradursi in un calo dei tamponi “ufficiali”: 2,3 milioni di test nell’ultima settimana contro i 2,5 milioni della precedente. Una differenza però ancora troppo piccola perché si possa parlare di un trend consolidato.

L’impatto reale di Omicron

Ad ogni modo i dati ufficiali, concordano gli esperti, non rendono conto della reale diffusione di Omicron, la variante super contagiosa che continua a provocare oltre 50mila casi al giorno. Da quando è arrivata, ha già contagiato circa 11 milioni di italiani. Ma i numeri ufficiali, appunto, non dicono tutto. Alcuni esperti stimano che il numero reale dei positivi sia 2-2,5 volte in più rispetto a quello ufficiale. Significa che fino a 25 milioni di Italiani avrebbe già preso Omicron. Gli attualmente positivi sono invece 1,2 milioni, quindi fino a 3 milioni di persone potrebbero essere contagiate dal coronavirus in questo momento.

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