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Covid, terza dose: raddoppiano le persone senza copertura (oltre 4 milioni). Ecco perché

I più refrattari a procedere con la terza dose sono gli adolescenti nella fascia 12-19 anni, seguiti dai giovani nella fascia 20-29 anni

di Andrea Gagliardi

Coronavirus: bollettino del 26 maggio 2022

3' di lettura

In un mese sono raddoppiate le persone senza la copertura della terza dose: raggiungono gli oltre 4 milioni. Mentre sul fronte della quarta dose le somministrazioni procedono ancora al ralenti con una copertura al 31% per gli immunocompromessi e al 14% per over 80 e fragili nella fascia d’età 60-79 anni. Intanto l’86,5% della popolazione sopra i 5 anni ha completato il ciclo vaccinale primario. Questo il quadro della vaccinazione anti-Covid secondo la Fondazione Gimbe aggiornato al 25 maggio.

In base alla platea ufficiale, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell'82,9% con nette differenze regionali: dal 77,2% della Sicilia all'86,9% della Valle D’Aosta. Sono 8,1 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster. Eppure, di queste, 4 milioni potrebbero farlo (pari all'8,5% della platea con nette differenze regionali: dal 4,8% dell'Abruzzo al 12,6% della Sicilia) mentre gli altri 4,1 milioni non possono riceverla nell'immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni.

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Senza booster soprattutto adolescenti e giovani

«In meno di un mese - puntualizza il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta - le persone candidate a ricevere subito la dose booster sono più che raddoppiate (da 1,83 milioni il 28 aprile a oltre 4 milioni il 25 maggio) in quanto sono trascorsi 120 giorni dal completamento del ciclo primario o dalla guarigione dopo il ciclo primario». Se da un lato infatti cresce il numero di persone che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da oltre 4 mesi, dall’altro le terze dosi procedono molto a rilento, con una media scesa a circa 7mila somministrazioni al giorno.

I più refrattari a procedere con la terza dose sono gli adolescenti nella fascia 12-19 anni: sono oltre 1 milione quelli che non hanno ricevuto il booster anche se ri-vaccinabili. A seguire i giovani nella fascia 20-29 anni. In questo caso a non aver fatto la terza dose, pur potendola ricevere, sono in circa 820mila.

Quarte dosi al ralenti: le differenze regionali

Per la quarta dose (immunocompromessi, over 80, ospiti Rsa e over 60 fragili) sono nette le differenze regionali sulle coperture: per gli immunocompromessi si va dal 5,6% del Molise al 100% del Piemonte. Mentre per over 80, ospiti Rsa e over 60 fragili si spazia dalla copertura minima del 3,9% della platea in Calabria a quella massima del 30,5% in Piemonte.

Netto calo contagi, quasi -30% in 7 giorni

Nell’ultima settimana (18-24 maggio), inoltre, si registra un netto calo di contagi Covid (-29,6%), terapie intensive (-13,9%), ricoveri ordinari (-16,2%) e decessi (-17%). In particolare, rispetto ai 7 giorni precedenti, i nuovi casi settimanali si attestano su 171.737 contro 243.932; flessione dei decessi (633 contro 763). In deciso calo anche i casi attualmente positivi (811.720 contro 967.401), i ricoveri con sintomi (6.257 contro 7.465) e le terapie intensive (290 contro 337).

Ancora 5 regioni sopra soglia 15% occupazione reparti

In particolare dal monitoraggio settimanale sul Covid-19 dell’Iss e ministero della Salute emerge che al 26 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 9% in area medica e del 2,6% in terapia intensiva. Cinque Regioni si collocano ancora sopra la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei reparti da parte dei malati Covid, nonostante il netto calo generale dei ricoveri. Si tratta di: Abruzzo al 17,1%, Calabria al 16,8%, Sicilia al 15,3%, Umbria al 19,6% e Valle d’Aosta al 17,6%. Nessuna regione si colloca sopra la soglia di allerta del 10% per l’occupazione delle terapie intensive, per le quali il valore più alto si rileva in Molise ed è pari a 7,7%.

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