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Covid, Usa primi per numero di morti nel giorno di Pasqua

I casi accertati di coronavirus superano il mezzo milione. Il tragico primato nel giorno in cui Trump voleva riaprire le chiese

di Riccardo Barlaam

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(REUTERS)

I casi accertati di coronavirus superano il mezzo milione. Il tragico primato nel giorno in cui Trump voleva riaprire le chiese


3' di lettura

I casi accertati di coronavirus negli Stati Uniti hanno superato il mezzo milione. I morti sono saliti a 20.233: il numero più alto di vittime nel mondo, superiore a quello dell’Italia e della Spagna. Non è ancora stato raggiunto il picco dell’epidemia, previsto in queste due settimane. Così nel giorno di Pasqua in cui Donald Trump sperava di riaprire le chiese, l’America conosce così un doppio tragico, triste primato.

Trump pensa già alla fase due: in tre settimane oltre 17 milioni di persone hanno perso il lavoro. I disoccupati arriveranno a 20 milioni a fine mese, secondo le previsioni. A febbraio il tasso di disoccupazione era ai minimi da mezzo secolo. Gli economisti stimano un tonfo del Pil del 30% tra aprile e giugno.

Le linee guida federali prevedono al momento lo stato di emergenza fino al 30 aprile. Trump parla di «big bang dell’economia» quando riaprirà il paese. Dice che questa «sarà la decisione più importante» della sua presidenza. Ma le autorità mediche e scientifiche frenano e invitano alla prudenza. I morti secondo loro potrebbero salire a 200mila vittime a luglio, se le misure di mitigazione verranno tolte troppo presto.

Anche gli economisti esprimono preoccupazione sull’eventualità di un ritorno troppo rapido di un largo numero di persone ai loro posti di lavoro. «Quando la diffusione del virus sarà sotto controllo, le aziende riapriranno e le persone potranno tornare al loro posto di lavoro», ha detto il governatore della Fed, Jerome Powell.

Larry Kudlow, il capo consigliere economico della Casa Bianca, sostiene che la riapertura del paese potrebbe avvenire nelle prossime quattro o otto settimane. Trump sta pensando a uno “zar” a cui affidare la task force che dovrà traghettare il paese verso la fase due. Ma l’emergenza è tutt'altro che superata.

A New York non c’è più spazio per i morti: nei cortili degli ospedali, coperti da un tendalino bianco, sono parcheggiati i camion frigo, quelli utilizzati per trasportare la carne, dove vengono stipati i cadaveri. Detroit, città operaia per eccellenza, nelle ultime ore ha superato per tasso di mortalità New York.

Dopo l’Alabama - che nel frattempo ha fatto marcia indietro - 25 stati americani hanno approvato delle linee guida sulla pandemia che permettono agli ospedali di non fornire un respiratore ai malati cronici e ai disabili fisici e mentali colpiti da Covid-19, preferendo gli altri malati. Una grave forma di discriminazione denunciata da April Dunn, la giovane donna afroamericana della Louisiana, presidente del Council on Developmental Disabilities, morta qualche giorno fa a causa del coronavirus, che rende evidente il grado di difficoltà con cui si muove la macchina dell’emergenza americana.

L’effetto annuncio costa caro a Trump. Gli annunci non bastano più a convincere gli americani mentre le tv rimandano le immagini delle fosse comuni di Hart Island, l’isola davanti al Bronx dove seppellivano i morti durante l’epidemia dell’influenza spagnola, riaperta per dare una sepoltura agli anziani soli e gli homeless, i morti senza nessuno e senza nome per cui non c’è più posto nei cimiteri. Secondo la media degli ultimi dieci sondaggi nazionali, riportata da RealClearPolitics, il 50,8% degli americani disapprova l’operato del presidente, contro un 44,9% favorevole. Il coronavirus pesa anche sul gradimento in vista delle elezioni: Trump è sceso al 43%, Joe Biden il candidato democratico è dato al 48,9%. Davanti di 5,9 punti nella corsa per la Casa Bianca.

L’economista del Mit, Emil Verner, ha pubblicato un paper con gli economisti della Fed Stephan Luck e Sergio Correia, sull'impatto economico dell'influenza spagnola, che nel 1918 fece 50 milioni di morti e infettò 500 milioni di persone - un terzo della popolazione mondiale di allora - partendo dagli Stati Uniti per poi diffondersi in Europa e nel resto del mondo. Secondo lo studio, le città americane che attuarono prima il lockdown e decisero più tardi delle altre la riapertura, furono quelle che alla fine emersero dalla pandemia con la maggiore crescita economica.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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