ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl rapporto 2020

Covip: a 100 miliardi il risparmio delle Casse. S’investe su immobili e titoli

Secondo la Commissione di vigilanza sugli enti previdenziali dei professionisti la crescita delle risorse tra il 2011 e il 2020 è stata del 6,8% annuo

di Marco Rogari

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4' di lettura

Un risparmio previdenziale nel 2020 per le Casse privatizzate di 100,7 miliardi, lievitato di quasi 5 miliardi dall’anno precedente e di 45 miliardi dal 2011, con un tasso medio annuo di crescita del 6,8 per cento. Ma anche una calo degli investimenti. Che è risultato più marcato sul fronte di quelli «domestici» - non superiori a 34,9 miliardi, l’1,7% in meno del 2019 - rispetto agli investimenti all’estero: 48,1 miliardi, il 47,7% del totale, con una riduzione di 0,3 punti percentuali sui 12 mesi precedenti. Anche se, al netto delle voci «immobili» e «titoli di Stato» che restano preponderanti, le risorse destinate alle imprese italiane sono salite da 5,2 a 5,8 miliardi. Così come quelle dei fondi pensione, cresciute da 6,6 a 7,3 miliardi, per un totale di 13,1 miliardi, 1,3 miliardi in più sul 2019, che mantengono robusti gli investimenti «non domestici», arrivati a 110,5, per un totale di 158,6 miliardi Casse incluse. Sono alcuni dei tratti salienti dell’attuale fisionomia delle Casse previdenziali dei professionisti fotografata dalla Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione e illustrata dal presidente Mario Padula nel consueto «Quadro di sintesi» annuale.

Soprattutto mattone e titoli di Stato nei portafogli

Gli investimenti in immobili delle Casse, in lieve calo (19,6 miliardi contro i 20 del 2019), assorbono il 19,4% dell'attivo, con una flessione rispetto al 20,8% dell’anno precedente. Leggermente più marcata (-1,8%) quella in titoli di debito (36,4 miliardi nel 2020), mentre crescono gli investimenti in titoli di capitale (da 16,8 a 18,5 miliardi) che rappresentano il 18,3% dell'attivo (17,5% nel 2019). La Covip sottolinea come nell’ambito degli investimenti domestici delle Casse rimangano prevalenti quelli «immobiliari» (18,3 miliardi, il 18,2% delle attività totali) e i tioli di Stato (7,9 miliardi, il 7,9% delle attività). E fa anche notare che nel confronto con il 2019, «il peso sul totale delle attività per la componente immobiliare registra un calo dell’1,1% e dello 0,2% per i titoli di Stato». La Covip afferma poi che persiste la sensibile variabilità ed eterogeneità tra le Casse nella composizione delle attività investite. «In particolare, il campo di variazione delle quote detenute è elevato per i titoli di Stato (0-78%, la metà dei casi con percentuali comprese tra il 4 e il 20%)».

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Frenata per gli investimenti in Italia dei fondi pensione

L’osservatorio Covip ricorda che a fine 2020 il risparmio previdenziale intermediato da Casse di previdenza e Fondi pensione ha raggiunto 298,6 miliardi, il 18,1% del Pil. E la quota riconducibile alle Casse è di 100,7 miliardi. L’Authority fa notare che permangono «divergenze, anche ampie» nelle attività e nelle dinamiche di crescita delle singole Casse, con le cinque di dimensioni più grandi che detengono il 74,1% dell'attivo totale. Sul versante degli investimenti domestici, la frenata interessa anche i fondi pensione (38,6 miliardi) che evidenziano una contrazione di 3,1 punti rispetto al 2019. Ma che, a differenza delle Casse, fanno registrare una crescita di quelli all’estero: 110,5 miliardi, pari al 68,3% dell’attivo netto, il 2,5% in più sul 2019.

Le Casse possono avere un ruolo in investimenti Pnrr

Nel Quadro di sintesi della Covip si sottolinea inoltre che le Casse previdenziali privatizzate possono «svolgere un’azione importante in materia di investimenti in un progetto di ampio respiro che abbia il proprio baricentro nella promozione della crescita del Paese come il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), naturalmente sempre avendo riguardo, come pietra angolare del proprio operato, all’interesse degli iscritti in una prospettiva di carattere previdenziale».

Le ricadute della pandemia

La fotografia dell’Authority di vigilanza mostra anche i segni della pandemia sull’attività delle Casse, visibili nell’andamento complessivo delle entrate contributive, scese nel 2020 a 10,3 miliardi dai 10,7 dell'anno precedente, e in quello delle uscite prestazioni, salite in un anno di quasi un miliardo ( 8,3 miliardi lo scorso anno contro i 7,4 del 2019). La Covip osserva che «nel 2020 il flusso complessivo dei contributi al netto delle prestazioni si è attestato a 2 miliardi di euro rispetto ai 3,3 dell’anno precedente». E sottolinea che «sulla diminuzione delle entrate e sull’aumento delle uscite hanno pesato le ricadute occupazionali e reddituali della pandemia da Covid-19 nonché le misure straordinarie varate da diverse casse a sostegno dei propri iscritti e pensionati». Dal «Quadro di sintesi» emerge come si concentri tra le prime cinque Casse (Enpam, Cf, Inarcassa, Cnpadc, Enasarco) il 92% del saldo tra contributi e prestazioni, pari a 1,8 miliardi di euro. Per due Casse, quella dei geometri e Inpgi-gestione Ago, «le prestazioni superano i contributi già da alcuni anni». E la Covip registra che nel 2020 tra le Casse con saldo negativo si sono aggiunte Enpacl, la gestione separata di Inpgi «e in misura più marginale Cassa notariato ed Enpaia». In tutti gli altri casi, la differenza risulta positiva.

Covip sollecita il regolamento per le Casse

La Covip insiste nella richiesta di un regolamento per le Casse. «Sugli assetti regolamentari delle Casse di previdenza in materia di investimenti continua a pesare l’assenza di un quadro normativo unitario, si afferma nel “Quadro di sintesi”. E si aggiunge: «Nelle scorse settimane risulta essere stata riavviata la procedura per l’adozione del Regolamento interministeriale in materia di investimenti delle risorse finanziarie delle Casse di previdenza, di conflitti di interesse e di depositario, che avrebbe dovuto essere adottato circa dieci anni fa. La Covip evidenzia ancora una volta l’importanza di portare rapidamente a conclusione la relativa procedura».


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