Casse previdenza: ecco dove investono i vostri soldi

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Covip, un’Authority che non può sanzionare chi sbaglia

di Vitaliano D'Angerio


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2' di lettura

Giorni caldi quelli di giugno per Mario Padula, il presidente della Covip, l’authority di vigilanza di fondi pensione e Casse. Mercoledì, in occasione della relazione sul sistema della previdenza complementare e di quella dei professionisti, Padula ha chiesto il via libera, atteso da otto anni, del regolamento per gli investimenti delle Casse di previdenza italiane «unici investitori istituzionali affrancati da una regolamentazione unitaria in materia». Il regolamento è interministeriale e sono coinvolti sia il ministero dell’Economia sia il ministero del Lavoro.

I poteri della Covip

Qui vogliamo scandagliare invece i poteri dell’authority della previdenza. Che almeno per le Casse sono monchi. Il decreto 98/2011, che prevedeva l’emanazione del regolamento per gli investimenti, arrivava dopo una serie di scandali che coinvolsero alcuni enti dei professionisti sul versante derivati e obbligazioni strutturate. E quel provvedimento individuò nella Covip le competenze per monitorare gli investimenti degli enti dei professionisti. Peccato che il decreto 98/2011 non dotò l’authority di poteri sanzionatori ma soltanto di monitoraggio e di ispezione.

E qui arriviamo all’attualità dello scandalo Enpapi, la Cassa infermieri commissariata il 20 marzo 2019: i provvedimenti della magistratura sono del mese precedente. Nei documenti degli investigatori, emerge che Covip dal 2014 segnalava l’eccessiva esposizione di Enpapi su asset illiquidi. La stessa authority presieduta da Padula anche quest’anno ricorda che «nelle valutazioni rese annualmente ai ministeri vigilanti (Mef e Lavoro, ndr) sulla relativa gestione finanziaria» di Enpapi, ci sono «considerazioni critiche» sulla composizione del portafoglio «eccessivamente orientato su investimenti illiquidi». Gli alert sugli infermieri erano stati dunque inviati ma Covip, a differenza di altre authority come Bankitalia e Consob, non ha poteri sanzionatori nei confronti delle Casse.

Due milioni di iscritti

Oltre al regolamento sugli investimenti e a una maggiore omogeneità dei documenti di bilancio, per il mondo degli enti pensione dei professionisti (2 milioni di iscritti) è forse necessaria un’authority con pieni poteri. Non basta l’ispezione e il monitoraggio, Covip deve avere la possibilità di mandare subito via gli amministratori che gestiscono male, per incompetenza o per dolo, i soldi delle future pensioni. Altrimenti toccherà sempre aspettare l’intervento dei magistrati.

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