trimestrale

Covivio: a gennaio-marzo ricavi stabili, ma in calo del 10% negli hotel

La diversificazione salva i conti del gruppo immobiliare. Tavoli di confronto con i partner dell’alberghiero per arginare la crisi indotta dal coronavirus

di Paola Dezza

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Roma, Hotel Palazzo Naiadi (Imagoeconomica)

La diversificazione salva i conti del gruppo immobiliare. Tavoli di confronto con i partner dell’alberghiero per arginare la crisi indotta dal coronavirus


3' di lettura

Conti in linea con lo stesso periodo dell’anno scorso, a patto che si escluda il settore hotel. A fine marzo il gruppo Covivio ha registrato ricavi in aumento del 2,3% a perimetro costante, ma senza tenere conto del segmento alberghiero che vale il 15% del patrimonio e che oggi risente del pesante impatto dell’emergenza sanitaria e delle misure di lockdown scelte per combattere il coronavirus.

Se invece si considerano gli hotel i ricavi a fine marzo si attestano a 158 milioni di euro, rispetto a 166 milioni euro a fine marzo 2019. La performance a perimetro costante rimane sostenuta nel segmento degli immobili ad uso ufficio e residenziale, con +2,3% in media, pur avendo subito direttamente l’impatto della pandemia sugli immobili a uso alberghiero (-10% a perimetro costante).

È stata la diversificazione la carta che ha permesso di contenere i danni.

E di scongiurare gli effetti del coronavirus. Il gruppo, guidato da Christophe Kullmann a livello centrale e in Italia da Alexei Dal Pastro, al termine dell’Assemblea di oggi (22 aprile 2020) specifica che il business è suddiviso tra un 60% di patrimonio composto da uffici per grandi clienti (Orange, Telecom Italia, Dassault Systèmes) in Francia, Italia e Germania, il 24% degli edifici sono residenziali in Germania, e per finire il 15% è patrimonio nel settore hotel.

Nel segmento degli immobili ad uso ufficio, i canoni segnano un aumento dell’1,5% in Francia e del 2,4% in Italia. Dall’inizio dell’anno Covivio ha siglato o rinnovato accordi di locazioni per oltre 26.000 mq, di cui 4.600 mq dall’inizio del lockdown.

A fine marzo 2020 il tasso di occupazione si attesta al 96,2% in Francia e al 98,5% in Italia, con durate residue fisse dei contratti di locazione rispettivamente di 4,5 anni e 7,3 anni. Relativamente a Wellio, l’attività di coworking, conta cinque sedi per complessivi 15.200 mq, con un tasso di occupazione degli uffici pari a 91%, che passa al 97% per le sedi aperte da oltre un anno. Quasi il 70% del fatturato 2020 di Wellio è quindi già garantito. Bisogna però sottolineare che il settore del coworking dovrà prendere misure di distanziamento per gli ospiti, così come gli uffici dovranno rivedere spazi interni, distanze tra scrivanie e introdurre una serie di misure adatte a evitare assembramenti e contatti stretti tra colleghi.

Nel residenziale Covivio ha un portafoglio in Germania. La crescita dei ricavi nel settore si attesta al +3,5% a perimetro costante, di cui +4,1% nella regione Renania Settentrionale-Vestfalia, +3,9% a Dresda e Lipsia e +3,2% a Berlino.
Vale la pensa ricordare che a Berlino, a fine febbraio è stata introdotta la nuova normativa che impone il congelamento dei canoni. Covivio si è mossa e ha chiesto contro questa legge, che deriva in parte da una
decisione federale e non locale, un presentato ricorso alla Corte Costituzionale. La procedura di annullamento potrebbe richiedere fino a
24 mesi.

Il fronte hotel è quello più esposto alla crisi. I manager di Covivio affermano di avere aperto tavoli con gli operatori partner allo scopo di trovare gli strumenti per superare insieme questo periodo. «A fine marzo, i ricavi generati dagli immobili a uso alberghiero diminuiscono del 10%, di cui -26% sui canoni variabili e -27% sull’attività immobili e licenze» recita il comunicato.

L’Assemblea ha approvato la distribuzione di un dividendo (il 27 aprile) di 4,80 euro e l’opzione per il pagamento del dividendo in azioni, sulla base di un prezzo di 47,80 euro per azione (che corrisponde al 90% della media delle quotazioni di chiusura di borsa nelle 20 sedute precedenti
l’assemblea Generale, meno il dividendo).

Covivio specifica che l’operazione di acquisizione degli hotel The Dedica Anthology verrà perfezionata a settembre 2020 e comprende un portafoglio di otto hotel a Venezia, Roma, Firenze, Praga, Budapest e Nizza, per un valore di 248 milioni di euro quota di pertinenza del Gruppo.

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