REAL ESTATE

Covivio: «Il 100% di immobili certificati green entro il 2025 e benessere per le città»

L'intervista di Alexei Dal Pastro, amministratore delegato Italia a SustainEconomy.24

di Alessandra Capozzi

4' di lettura

Il 100% di immobili certificati green entro il 2025 e il taglio di un terzo delle emissioni tra il 2010 e il 2030 ma soprattutto creare benessere. Alexei Dal Pastro, amministratore delegato Italia di Covivio, la società nata dalla fusione tra Beni Stabili e Foncière des Régions e di cui l'imprenditore Leonardo Del Vecchio ha il 26% del capitale, racconta a SustainEconomy.24 l'attenzione alle tematiche Esg e ai progetti futuri. Nel 2021 il gruppo proseguirà con la rotazione degli asset per reinvestire il ricavato delle cessioni nello sviluppo di immobili innovativi. In Italia una pipeline di progetti per circa un miliardo di euro, focalizzati soprattutto su Milano.

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Covivio ha inserito la sostenibilità come asset della strategia di gruppo. Come si traduce nei progetti per le città del futuro?

«L'attenzione alle tematiche Esg è coerente con la mission di Covivio: "Build sustainable relationships and well-being". Una strategia di sostenibilità che concentra su tre pilastri: migliorare l'impatto sull'ambiente tramite l'integrazione di spazi verdi in tutti i nostri progetti di sviluppo, la certificazione green dell'intero portafoglio e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica; massimizzare il benessere e la soddisfazione dei clienti e dei team; rafforzare il nostro impegno sociale tramite la creazione di una Fondazione per la promozione di iniziative a favore delle pari opportunità e della salvaguardia dell'ambiente. Un impegno riconosciuto anche dal GRESB (Global ESG Real Estate Benchmark) che nel 2020 ha assegnato a Covivio la posizione di Sector Leader globale nella categoria "Diversified Office/Residential – Listed Companies". Il nostro approccio allo sviluppo si basa su iniziative che puntino a creare valore non solo per la porzione di territorio oggetto dell'intervento, ma per l'intera città, tramite la costruzione di ambienti sempre più sostenibili, sicuri e inclusivi, con l'obiettivo di promuovere maggiore coesione e senso di appartenenza al territorio tra gli abitanti come dimostrano i progetti che ci vedono impegnati, da The Sign a Symbiosis passando per Vitae e il futuro Scalo di Porta Romana».

Volete contribuire attivamente anche alla riduzione delle emissioni. Ci parla dei prossimi target? E questo include costruzioni efficienti dal punto di vista energetico?

«Di fronte alle sfide climatiche, Covivio prosegue i suoi sforzi di riduzione dell'impronta di carbonio del suo patrimonio e, a tale scopo, fa leva sugli strumenti e sulle partnership costruite nell'arco di diversi anni con i propri clienti e stakeholder. Il Gruppo ha in particolare definito un percorso ambizioso e distintivo in termini di emissioni che prevede la riduzione del 34% delle emissioni di gas effetto serra tra il 2010 e il 2030. Per raggiungere questo obiettivo, Covivio punta tra l'altro a raggiungere il 100% di immobili certificati "green" entro il 2025. A fine 2020 circa il 90% del patrimonio di immobili in Italia risulta già certificato».

Il 2020 ha mostrato per Covivio resilienza con risultati importanti. Quali sono stati i punti di forza e cosa vi aspettate dal nuovo anno?

«Il nostro patrimonio ha dimostrato grande resilienza grazie alla diversificazione e all'alta qualità, in un contesto di crisi senza precedenti. La centralità dei nostri asset, la potenzialità dei nostri sviluppi, la flessibilità della nostra offerta e la competenza riconosciuta dei nostri team, vicinissimi al cliente, costituiscono le basi per una performance sostenibile. Nel 2021 proseguiremo con la rotazione dei nostri asset per reinvestire il ricavato delle cessioni nello sviluppo di immobili innovativi e allineati alla domanda di uffici. In Italia abbiamo già in pipeline progetti per circa un miliardo di euro, focalizzati soprattutto su Milano, che ha un grande potenziale: nel panorama europeo è evidente come questa città abbia un forte gap tra immobili disponibili di grade A e domanda. Noi continueremo a lavorare per colmare questo gap».

In Italia appunto il vostro focus è soprattutto su Milano. Ci parla dei progetti di sviluppo?

«Su Milano siamo attivamente coinvolti in diversi nuovi progetti, primo fra tutti quello di rigenerazione dello Scalo di Porta Romana insieme a Coima e Prada. Un progetto che vuole restituire alla città un quartiere all'avanguardia e di qualità, che risponda a un mix di destinazioni d'uso e di servizi: uffici, abitazioni, spazi verdi, punti di aggregazione sociale e culturale. Un quartiere attrattivo e un punto di riferimento per l'intera comunità, non solo per gli abitanti della zona. Oltre allo Scalo, nel 2021 porteremo avanti alcuni importanti progetti di riqualificazione di nostri immobili storici nel centro di Milano e continueremo lo sviluppo dei nostri business district di The Sign e Symbiosis. Proprio in Symbiosis, nel 2021 partiranno anche i lavori di Vitae, l'innovativo e ambizioso intervento di rigenerazione urbana ispirato alla cosiddetta progettazione biofila, che prevede la compresenza di spazi pubblici e privati e il coinvolgimento della comunità».

La pandemia da Covid-19, con le nuove modalità di lavoro, cambia i vostri progetti?

«Gli effetti della pandemia rafforzeranno alcune caratteristiche della domanda, come la tecnologia, la sicurezza, la flessibilità e la sostenibilità, e daranno un forte impulso alla rilocalizzazione delle aziende in immobili di nuova concezione. Assistiamo infatti a un'importante domanda di sostituzione che offre molte opportunità agli sviluppatori: il «cantiere Milano» di Covivio lo conferma. Gli uffici, anche dopo la pandemia e l'ondata di smart working, resteranno una scommessa immobiliare importante per le aziende, continueranno a essere spazi essenziali per il trasferimento di valori e identità, per la collaborazione e l'innovazione».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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