SPORT E SALUTE SPA

Cozzoli: «Anche lo sport farà la sua parte per la risalita del Pil»

Per Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute spa, «nell’economia post Covid è strumento prezioso per valorizzare le capacità industriali dell’Italia»

di Carlo Marroni

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Per Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute spa, «nell’economia post Covid è strumento prezioso per valorizzare le capacità industriali dell’Italia»


5' di lettura

«Sport e Salute è il braccio dello Stato per la promozione dello sport di base nel nostro Paese, ma soprattutto in questa fase difficile dell’economia del post- Covid è uno strumento prezioso per valorizzare le capacità industriale dell’Italia, in grado di apportare un contributo significativo alla risalita del Pil». Vito Cozzoli da marzo è presidente e a.d. di Sport e Salute spa, la società controllata dal Mef, che dopo la riforma del 2019 ha preso in carico tutti i beni del Coni e ha come missione la promozione dello sport di base. Cozzoli, già capo di gabinetto del Mise e prima ancora alla guida dell’avvocatura della Camera, è anche docente alla School of Government della Luiss. Con il Sole 24 Ore parla delle prospettive della società che gestisce i 368 milioni di finanziamento dello Stato al settore, cui quest’anno si sono aggiunti ben 95 milioni della quota di fiscalità del 2019 derivante dallo sport.

Un “tesoretto” cospicuo, che nel 2020 non si ripeterà… Quali progetti avete per questa cifra importante?
È un momento difficile per tutto il movimento sportivo, quindi è giusto assicurare sostegno a organismi sportivi e società sportive dilettantistiche. Ma crediamo fermamente che sia anche il momento – e su questo c’è piena sintonia con il ministro per le Politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora – di creare nuove opportunità. Servono criteri innovativi per dare forza alla ripartenza.

Quali progetti avete in mente?
Pensiamo a una nuova progettualità che avrà due grandi filoni: lo sport per le scuole, a partire dalla primaria che non ha ore di educazione fisica, per allargarsi a progetti che rendano lo sport accessibile a tutti, quindi includiamo le famiglie che non hanno significative disponibilità economiche, per gli over 65 e per le aree di disagio e persone con disabilità. Sport e Salute è il braccio operativo del governo per un generale obiettivo della qualità della vita e dell’impatto sociale dello sport sulla vita dei cittadini. Ricordiamoci che l’Italia è il quarto paese più sedentario dell’Europa (dopo Bulgaria, Grecia e Romania ndr).

La fase del Covid vi ha visto in prima linea per l’erogazione del bonus di 600 euro per gli operatori dello sport.
L’erogazione del bonus a 151mila collaboratori sportivi, ai quali è stata giustamente riconosciuta una dignità di lavoratori, posso dire che rappresenta una best practice nella pubblica amministrazione, dove il click-day è quasi sempre un incubo. Ebbene abbiamo introdotto una novità: i richiedenti prenotavano via sms la “finestra” di accesso al sistema per presentare la domanda, e tutto è stato smaltito senza ingorghi, rispettando tutte le scadenze, il cda riunito costantemente anche di sabato e domenica per approvare le richieste. Posso dire, davvero un gran lavoro.

Il periodo di lockdown ha bloccato tutte le attività, quindi anche i vostri impianti storici, a partire dal Foro Italico e dalla Stadio Olimpico…
Abbiamo messo a punto un master plan per un utilizzo diverso di entrambi gli asset. Il Foro Italico, che comprende l’area del tennis, le piscine e il circolo, deve vivere a pieno ritmo tutto l’anno e non solo in coincidenza con gli Internazionali, e lo stesso vale per lo stadio: prendendo in prestito il gergo del rugby dico che il terzo tempo ci deve essere sempre e non solo quando si gioca il Torneo Sei Nazioni. Intendo in senso sociale, di utilizzo allargato, ma anche economico: basti pensare al Barcellona, cui lo stadio porta 140 milioni all’anno.

Parlando sempre dell’area del Foro Italico, avete in mente il progetto di un incubatore per le start-up?
È uno dei progetti che realizzeremo, nel senso dello sport non solo come mezzo di promozione sociale ma anche come “industry” del Paese. Avrà sede nell’Ostello, sempre nell’area del Foro, e favorirà la nascita e crescita di imprese legate allo sport in chiave di sicurezza, wellness, nutrizione e tecnologia. Un ecosistema di innovazione, e in questo senso stiamo appunto dialogando con il Fondo Innovazione della Cdp: il senso è rendere anche lo Stato soggetto di attrazione di iniziative. In questo disegno complessivo c’è anche la prossima nascita di una “app” che possa mettere in collegamento tutti gli attori dello sport, un vero market place.

Quindi per ricapitolare i progetti in cantiere: Foro Italico, Olimpico, incubatore, app…
Abbiamo in rampa ancora altri due progetti su asset da valorizzare. Mi riferisco alla Scuola dello sport, per promuovere anche l’aspetto manageriale, e all’Istituto di medicina dello Sport, un veicolo d’eccellenza di medicina sportiva.

Per portare avanti tutti questi progetti vi servono risorse aggiuntive. Avete presentato la proposta di poter emettere dei bond, titoli obbligazionari finalizzati allo sport.
L’idea è di dare spessore alle misure strutturali e ripensare alcuni modelli. I titoli obbligazionari, se questa proposta sarà approvata – e non avrà impatto sul debito pubblico - potranno attrarre investitori privati attenti alle politiche di sostenibilità, perché i fondi avranno esclusivamente questa finalità sociale, verso l’economia sostenibile e circolare. Su questo campo, quello del social business, siamo in contatto con la Yunus Foundation (dal nome del bengalese premio Nobel per la pace 2006 fondatore della prima banca mondiale per il microcredito per i poveri, la Grameen Bank con sede a Dacca, ndr) per costruire un progetto insieme. Accanto ai bond sarebbe auspicabile che fosse introdotta una nuova fiscalità di vantaggio per chi investe in sport di base, per donazioni e sponsorizzazioni per esempio.

La fase-3 post Covid fatica a decollare, anche per le notizie non sempre rassicuranti sulla diffusione del vaccino, ma voi avete già messo in cantiere un programma ricco di eventi, molti saltati rispetto alle scadenze tradizionali di primavera.
A settembre si disputeranno gli Internazionali di Tennis, la data dipende se si disputeranno gli Open Usa, e sarà il primo evento pubblico su cui il Paese si misurerà. Poi a seguire il Golden Gala, che per motivi di precauzione si svolgerà allo Stadio dei Marmi, e sarà trasmesso in diretta tv. Ma contiamo di recuperare anche altre manifestazioni, se sarà possibile, tra cui il concorso di Piazza di Siena e il Beach Volley. Per il 2021 abbiamo il calendario già tutto pieno di eventi…

Il Paese si è fermato per più di tre mesi, e anche lo sport, che dal punto di vista economico soffrirà come gli altri . A voi spetta un ruolo decisivo.
Sport e Salute non è né la cassaforte dello Stato per lo sport né una società di servizi, ma il braccio progettuale e operativo, con un’anima sociale ed una industriale, al servizio del Paese per promuovere lo sport di base gestendo al meglio le risorse affidate.E con questo voglio dire che le spese siano effettivamente misurabili per l’efficacia con moderni criteri di accountability. Con questi progetti scendiamo davvero in campo, sui campi dove si pratica lo sport.

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