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C.P. Company e Stone Island scommettono su stile e tessuti innovativi

Hanno radici comuni e una volta appartenevano allo stesso gruppo: gemelli diversi, ciascuno con caratteristiche distintive

di Giulia Crivelli


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3' di lettura

Due marchi con un passato, almeno in parte, comune. O almeno con radici comuni. Due marchi che fino al 2010 appartenevano alla stessa azienda, la Sportswear Company di Carlo Rivetti, che nove anni fa decise però di vendere uno dei due brand. Parliamo di C.P. Company e Stone Island, che da quasi 50 anni sono pionieri nello stile (si può dire che sono i primi esempi di sportswear da città) e nella ricerca e innovazione nello stile.

Stone Island è il marchio ancora oggi di proprietà di Rivetti e negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale, fino a sfiorare, nel 2018, i 200 milioni di fatturato. Non solo. Da poche settimane Stone Island ha raddoppiato la sua presenza a Milano: allo storico negozio di corso Venezia si è aggiunto quello di corso Matteotti, che ospita tutte le collezioni tranne quelle “junior”, alle quali è ora interamente dedicato il negozio di corso Venezia.

Il progetto Shadow di Stone Island
Ultimo esempio in ordine di tempo della capacità e volontà di innovazione tessile di Stone Island, è la nuova collezione di Shadow (ombra, in inglese) Project, la 23esima. Si chiama 7119 e nella selezione dei tessuti viene data priorità alla conservazione del calore corporeo di chi lo indossa.
I capi in piuma sono realizzati in un nuovo sviluppo di Dpm Chiné, un motivo mimetico tricolore su griglia dalla resa quasi foto-realistica. Il tessuto Lasered Poly-Hide 2L invece è realizzato con un motivo a taglio laser accoppiato a una membrana trasparente esterna, che offre scorci dell'isolamento all'interno dell'indumento.

Le novità per la maglieria e gli accessori
Oltre che nei capispalla, sorprese nelle maglie di stagione, realizzate con lavorazioni sia discrete e avvolgenti sia graficamente evidenti.
Polsini in maglia removibili che si trasformano in manopole, collari protettivi nascosti negli split collars: pannelli removibili per modulare la protezione e tasche cargo removibili / rimontabili.
Questa stagione include anche il primo portafoglio quadrangolare Shadow Project, strumento organizzativo minimale ma splendidamente funzionale. Poi ci sono una cintura grafica intrecciata reversibile e un nuovo stivale in pelle e scamosciato (nella foto in alto, una giacca e un “maglione-felpa”).

Le novità di C.P. Company
Per l’autunno-inverno 2019-2020, C.P. Company presenta Eclipse, il nuovo tessuto esclusivo, che rappresenta il secondo passo nel processo di tintura Re-Color migration: invece di utilizzare un colore base tradizionale per il tinto capo – che di solito è un colore naturale – per questi capi, viene utilizzato un substrato in poliestere ad alta visibilità, in colore fluorescente. Il secondo colore è applicato secondo il tradizionale trattamento Re-Color, ma nella procedura di Eclipse è più un oscuramento del colore originale, che è ancora parzialmente visibile dietro la resina trasparente, creando una sfumatura più chiara. Da questo il colore Eclipse, che si rifà all'alone chiaro del sole durante l'eclissi solare.

Debutto nel retail
In maggio C.P. Company ha inaugura il primo flagship store del nuovo progetto retail worldwide. Il negozio è in corso Garibaldi 95 a Milano ed è una piattaforma sperimentale concepita per creare un'atmosfera
unica ed esclusiva in grado di coinvolgere i clienti. Pensato come un palco, l'interior design del negozio è stato ridimensionato a una disposizione minimalista ma altamente modulabile che, grazie anche allo sfondo neutro, focalizza l'attenzione sulla costante rotazione di capi, colori, macchinari industriali, prodotti speciali e servizi di personalizzazione in-store.

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