l’indagine della gdf di milano

Crac Suisse Gas, amministratori arrestati per bancarotta

di Raffaella Calandra


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2' di lettura

Dalle magliette dell'Atalanta e del Bari, all'arresto dei suoi amministratori. Dalla sponsorizzazione per il Milan, al carcere per bancarotta fraudolenta. È la parabola - discendente - della Suisse Gas Italia e dei suoi vertici, ora raggiunti da ordinanza di custodia cautelare. In carcere, l'amministratore di fatto Gianluca Borelli; ai domiciliari, Giuseppe Mascia, l'effettivo amministratore.
L'accusa nei loro confronti è di aver distratto dalle casse della società, dichiarata fallita a settembre dell'anno scorso, milioni.

Ora con bonifici all'estero senza titolo, ora accollandole debiti della controllante svizzera, ora con accordi su false forniture di gas, ora infine facendo accumulare un debito nei confronti dell'Erario di circa 40 milioni, come ricostruisce il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano.

E c'è anche un episodio riguardante Infront, tra le contestazioni mosse ai due vertici della società. I rapporti tra la Suisse Power gas, la controllante svizzera, e la multinazionale del marketing sportivo erano «nati nel 2011 e riguardavano un contratto per la sponsorizzazione del Milan della durata di due stagioni», si ricostruisce nell'ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari, Manuela Scudieri. Il debito verso Infront di 511.614 euro, contratto dalla società elvetica, era stato però gravato sulle casse dell'azienda italiana, «in una situazione di palese insolvenza ed era stato certamente pregiudiziale - osserva il giudice - per i creditori della Suissegas». A fronte inoltre di una seconda fattura da parte di Infront Italy Spa, per 1.800.000 euro per la stagione 2013/2014 non pagata da Suissegas Svizzera, «vi era stata una parziale compensazione con Suissegas Italia, con la quale intercorrevano rapporti di natura commerciale per la fornitura di gas». Episodi che diventano contestazioni per i due indagati, soprattutto per il momento in cui questa compensazione con Infront è avvenuta, cioé «in una situazione di certa insolvenza della Suissegas Italia, che quindi non avrebbe ricevuto alcun reale vantaggio economico dalla sponsorizzazione e si privava invece della possibilità di incassare una somma di denaro da destinare immediatamente al soddisfacimento dei creditori».

Ma quando all'interno di quella società, «finalizzata al trading e alla vendita del gas naturale» - come recita il sito - qualcuno si accorse e cominciò a segnalare operazioni sospette, fu messo da parte. È quanto raccontano agli inquirenti due dipendenti, a cui «fu tolta la visibilità dei conti correnti e della contabilità», davanti al «disappunto per i continui prelievi di denaro contanti disposti dal Borelli, nonché i trasferimenti di denaro privi di motivazioni economiche e commerciali verso un'altra società a lui riconducibile, la Proteio sa». È per tutto questo e per la «sistematica» omissione dei versamenti dell'Iva, fin dal primo anno di attività - «raggiungendo l'ammontare complessivo di circa 30 milioni», stima la Gdf - come per le «manipolazioni contabili, con le quali l'esistenza del debito» era stata nascosta ad altri, che la parola della Suissegas italia , entrata in concordato preventivo dall'aprile 2016 e fallita il 28 settembre 2017, è arrivata fino all'arresto dei due vertici.

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