Assunzioni in banca

Credem apre le porte ad altri 300 giovani: in cinque anni addetti cresciuti del 5,4%

I colloqui e l’onboarding avverranno da remoto. Il 50% dei nuovi ingressi nel commerciale, il 20% nell’It. Nel 2020 oltre il 94% dei lavoratori ha usato lo smart working

di Cristina Casadei

2' di lettura

Negli ultimi 5 anni il gruppo Credem ha avuto un saldo occupazionale positivo del 5,4% che porta i bancari del gruppo a 6.219. Se nel 2020 le assunzioni sono state 270 di cui quasi l’80% sono state di neolaureati, quest’anno questo numero aumenterà e arriverà a 300. Le prime 82 assunzioni sono già state fatte nel primo trimestre, attraverso colloqui e onboarding in modalità totalmente digitale, a causa della situazione sanitaria. Come spiega Simone Taddei, responsabile gestione e selezione del personale, «il gruppo ha dimostrato una grande capacità di adattamento alle difficoltà degli ultimi tempi poiché negli anni scorsi sono stati effettuati importanti investimenti sia tecnologici sia in formazione».

A dimostrarlo è anche il nuovo modo di lavorare della banca che negli ultimi anni ha esteso largamente lo smart working e nel 2020 ha effettuato 670mila giornate con oltre il 94% del personale che ha avuto accesso a questa modalità di lavoro, introdotta nel 2015. Se oggi si tratta di uno strumento per lavorare in sicurezza, a causa della pandemia, in futuro sarà ma è uno strumento di grande innovazione e competitività poiché permette di valorizzare il rapporto tra vita privata e lavorativa e responsabilizza le persone.

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Per i nuovi ingressi ci sarà un forte focus sul settore commerciale a cui saranno destinate circa il 50% delle nuove entrate e sull’IT, con il 20% circa delle assunzioni. Si tratta per lo più di neolaureati ma una quota sarà riservata anche alle persone che hanno maturato esperienza e che andranno a ricoprire ruoli specifici. «Il mercato sta fortemente cambiando e le nuove persone che stiamo inserendo in azienda ci aiuteranno a disegnare la banca del futuro che porrà grande attenzione sia all’uso dei dati e conseguentemente all’utilizzo delle tecnologia sia all’aspetto relazionale e fiduciario», dice Taddei.

Intanto, per Credem, rimane aperto il fronte sindacale con la rottura della trattativa nell’ambito dell’integrazione di Caricento, come hanno spiegato in una nota nei giorni Fabi, First Cisl e Fisac Cgil. I sindacati chiedono «il mantenimento degli attuali livelli economici e regole chiare in materia di mobilità territoriale e di salvaguardia della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori». Ma, dicono, su nessuno di questi tre temi è «stato possibile raggiungere una sintesi».

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