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Credem: un risveglio d’interesse per la diversificazione in arte

di Maria Adelaide Marchesoni e Marilena Pirrelli


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Gianluca Rondini, responsabile private banking Credem

3' di lettura

Sempre più banche offrono un servizio a 360 gradi per la gestione del patrimonio della clientela private sommando agli asset finanziari i beni reali. Il Private banking Credem conta 270 private banker, 19 miliardi di euro di masse gestite e 46mila clienti dai 500mila euro di disponibilità liquide. Gianluca Rondini, Responsabile Private Banking Credem spiega com’è cambiata negli ultimi anni la domanda da parte della clientela private di servizi per l’arte. «Senza dubbio si è assistito, negli ultimi anni, ad un risveglio di interesse verso queste tematiche. Proprio per questo, a partire dal 2016, abbiamo deciso di ampliare l'ambito della nostra consulenza anche al mondo dell'arte avvalendoci della partnership di operatori professionali».

Quali sono i servizi che la clientela richiede maggiormente?
La nostra clientela private, in particolare nel segmento che chiamiamo Ultra High Net Worth Individuals, ci richiede sempre più spesso di poter accedere a forme di investimento alternative, che offrano un significativo apporto di diversificazione di portafoglio, rispetto alle tradizionali dimensioni di rischio finanziario. In questo senso, l'investimento in beni di valore artistico a volte risulta essere una soluzione di particolare interesse. Ma non solo. Molti nostri clienti già sono proprietari di importanti opere d'arte cui spesso sono legati da un forte legame affettivo. A loro siamo in grado di offrire un servizio completo che spazia dalla stima dei beni, alla consulenza legale, fiscale e assicurativa, dalla ricerca storico/artistica al rilascio di certificati di autenticità, dalla pubblicazione di cataloghi alla digitalizzazione e archiviazione digitale delle opere.

Nei portafogli dei vostri clienti private in che percentuale è presente l'arte?
Nei portafogli della nostra clientela l'arte non è sempre presente. La nostra politica è innanzitutto di assistere nelle scelte quei clienti che sono interessati a questa soluzione di investimento.

Quali sono i periodi artistici preponderanti?
Sempre più spesso, in particolare per quanto riguarda la fascia dei clienti millennials registriamo una predilezione d'interesse per l'arte moderna o contemporanea. È lungo questa dimensione di investimento che assistiamo a sostenute manifestazioni di interesse.

Sono acquisti recenti o provengono dal patrimonio di famiglia?
Dipende. In entrambi i casi, il nostro ruolo è facilitare lo svolgimento della decisione di investimento attraverso il confronto con operatori professionali specializzati. Aiutiamo il nostro cliente a costruire una coerenza complessiva all' investimento in beni di valore artistico sempre attraverso solide partnership che il gruppo ha aperto con operatori professionali.

Valorizzate (comprate e vendete) l'arte nei portafogli della clientela?
Non direttamente. Preferiamo mettere in condizione i nostri clienti di effettuare scelte consapevoli e coerenti in relazione alla fase di esecuzione della compravendita attraverso il contatto con chi opera costantemente in questo mondo, e orientando il nostro cliente alle strutture più adeguate rispetto alla natura dell'opera.

Se sì, come viene fatta la valutazione, con il supporto di chi (art advisor, banche dati, società di valutazione indipendenti)?
Come già accennato mettiamo in condizione il nostro cliente di fare scelte consapevoli di valutazione, attraverso un panel di operatori professionali per i quali abbiamo effettuato una severa attività di due diligence che periodicamente aggiorniamo. Agiamo nell'interesse esclusivo del cliente senza percepire alcuna utilità finanziaria dagli operatori con i quali mettiamo in contatto i nostri clienti. Eventuali servizi o consulenze rilasciate ai nostri clienti da parte dei nostri partner, saranno regolati sulla base di quanto tra loro concordato.

I vostri private banker propongono l'arte come asset alternativo alla clientela wealth?
I nostri banker raccolgono l'interesse dei clienti verso i beni artistici o indagano l'eventuale proprietà di opere d'arte per poterli assistere al meglio, spesso provvedendo a metterli in contatto con operatori professionali nostri partner.

Il servizio di Art Advisory viene fatto pagare o rientra nella consulenza a 360 gradi per la clientela Private?
Rientra tra quelli che chiamiamo servizi accessori alla consulenza finanziaria in materia di investimenti. Non sono oggetto di specifica commissione, ma rientrano a pieno titolo nel servizio erogato.

Avete mai pensato di strutturare fondi d'investimento sull'arte e di proporne? O di offrirne strutturati da altri?
Non rientra nelle nostre strategie attuali, né in quelle dei prossimi anni l'utilizzo di questi veicoli finanziari, né direttamente né attraverso fondi di terzi. Si tratta di strumenti che per le caratteristiche del sottostante sono adatti solo a pochi clienti che abbiano conoscenze ed esperienze, orizzonte temporale e profilo di rischio ben definite.

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