La crescita

Crédit Agricole FriulAdria Task force sul territorio per gestire i fondi Ue

Il direttore Piana: i consumi delle famiglie stanno aumentando, registriamo una forte ripresa dei mutui (+25% circa) e dei prestiti personali

di Paolo Paronetto

Volontariato d'impresa. Un gruppo di colleghi impegnati a ripulire l'argine del fiume Tagliamento coordinati dagli operatori di Legambiente.

3' di lettura

Crédit Agricole Italia punta sul Nord Est. Lo fa mettendo sul tavolo fino a 166 milioni nell’offerta pubblica di acquisto lanciata per comprare il 17,2% del capitale della controllata FriulAdria ancora in mano agli storici azionisti di minoranza. Un risiko “fatto in casa” che, dopo l’opa sul Credito Valtellinese, consentirà all’istituto guidato dall’ad Giampiero Maioli di fare un altro passo verso l’obiettivo della banca unica e di confermare allo stesso tempo la vicinanza a un territorio fondamentale per la ripresa economica del Paese.

Crédit Agricole FriulAdria, erede della Banca Popolare FriulAdria, può contare su 195 filiali distribuite equamente tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, con quasi 1.400 dipendenti. I dati a fine 2020 parlano di impieghi per 8 miliardi, in crescita del 4% rispetto al 2019, a fronte di una raccolta diretta di 9 miliardi (+11%). Sul fronte del conto economico, l’esercizio si è chiuso con un utile di 51,3 milioni, in calo del 22,7% in seguito all’impatto della pandemia di Covid 19 e alla luce della scelta di aumentare le rettifiche su crediti del 42,8% a 37,6 milioni. Gli indicatori della qualità del credito sono in deciso miglioramento, con un’incidenza degli Npl lordi scesa al 4,6% dal 5,7%, così come quelli patrimoniali: il Cet1 è salito al 13,6% dall’11,2%.

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«Sulla qualità del credito siamo ai migliori livelli in Italia e come produzione abbiamo sfiorato il miliardo e mezzo, appoggiandoci anche ai decreti liquidità, che hanno riguardato un terzo del totale», commenta il direttore generale Carlo Piana. «Quello che mi piace sottolineare – aggiunge - è la continua espansione della base dei clienti, saliti l’anno scorso di 22mila unità, di cui poco meno di un terzo acquisiti online». I trend di crescita, spiega Piana, sono inoltre confermati nel primo semestre dell’anno in corso, che cavalca la ripresa dell’economia e attende l’impatto dei fondi del Pnrr.

Carlo Piana. Direttore generale Crédit Agricole FriulAdria

«I consumi delle famiglie stanno aumentando ed è un segno molto positivo, registriamo una forte ripresa dei mutui (+25% circa) e anche i prestiti personali stanno crescendo in modo progressivo», sottolinea, aggiungendo che «i collocamenti del risparmio gestito sono quasi al doppio rispetto all’anno scorso (+85%)», mentre «l’altra tendenza rilevante è il forte incremento del digitale da parte anche dei clienti più tradizionali». Nel 2021 la crescita del Pil di Veneto e Friuli Venezia Giulia è attesa superiore al 5%, pur con settori ancora in crisi a partire dal turismo. Per questo Piana si dice «complessivamente ottimista che l’anno si chiuda bene», tanto più che «il fatto che da luglio si attivino i primi fondi del Pnrr darà un bel boost». Per affrontare la sfida dei fondi europei Crédit Agricole FriulAdria ha già «creato una task force per ciascuna delle tre direttrici del piano (digitale, transizione energetica e coesione sociale)», in attesa che tutti i regolamenti diventino esecutivi per capire «come mettere a terra queste risorse».

In questo modo l’istituto intende sfruttare quello che, dall’ingresso nel gruppo Agricole, Piana identifica come elemento di vantaggio competitivo in un settore bancario regionale in fermento: «Siamo una banca universale molto vicina al territorio – chiarisce -. Siamo glocal, ci appoggiamo sulle spalle di un gigante che ha tutti i mestieri, ma siamo molto corti come catena decisionale». Una configurazione che non potrà che rafforzarsi a esito dell’opa. L’integrazione di FriulAdria, ha infatti spiegato Crédit Agricole Italia, consentirà di «aumentare la flessibilità gestionale e operativa del gruppo, nonché di perseguire più agilmente gli obiettivi strategici». L’istituto offre fino a 40 euro per azione, con un meccanismo pensato per premiare la fedeltà dei clienti: 35 euro saranno infatti pagati subito, mentre gli altri 5 saranno riconosciuti dopo tre anni a chi avrà mantenuto la qualifica di “cliente attivo”. Il prezzo complessivo incorpora un premio del 37,9% (20,7% per la sola componente immediata) rispetto all’ultima quotazione del titolo sul mercato Hi-Mtf prima dell’annuncio dell’operazione. Le minorities di FriulAdria sono frammentate tra 15mila piccoli soci che ora, ha spiegato il presidente di Crédit Agricole Italia, Ariberto Fassati, potranno «valorizzare le azioni di cui sono in possesso». FriulAdria, ha aggiunto, «è una parte importante del nostro gruppo, con un invidiabile radicamento sul territorio e una forte attenzione verso il tessuto socioeconomico del Nordest». L’opa, che l’Agricole assicura non avrà ricadute dal punto di vista occupazionale, partirà nelle prossime settimane, mentre l’integrazione è attesa nel secondo semestre del 2022.

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