confermato il presidente Urs Rohner

Credit Suisse, dopo lo scandalo spionaggio si dimette l’ad Tidjane Thiam

Dopo gli scandali di spionaggi e pedinamenti si è dimesso l’amministratore delegato del Credit Suisse, Tidjane Thiam

di Lino Terlizzi

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(REUTERS)

Dopo gli scandali di spionaggi e pedinamenti si è dimesso l’amministratore delegato del Credit Suisse, Tidjane Thiam


2' di lettura

Dopo mesi di voci e di polemiche sugli assetti del vertice di Credit Suisse, alimentate dall'onda dello scandalo pedinamenti, il chief executive officer Tidjane Thiam si dimette. Non è bastata la sua difesa, nei giorni scorsi, da parte di azionisti di rilievo dell'istituto bancario elvetico. Rimane per completare il suo mandato, invece, il presidente del consiglio di amministrazione Urs Rohner, che pure era stato apertamente criticato appunto dagli azionisti che avevano difeso il ceo.

Thiam lascerà il gruppo bancario rossocrociato il 14 febbraio. A succedergli sarà Thomas Gottstein, che attualmente guida la controllata svizzera del gruppo. Nella sua riunione di eri, il cda ha accettato all'unanimità le dimissioni di Thiam e ha nominato Gottstein ceo. «Ho concordato con il consiglio di amministrazione che lascerò la banca», ha detto Thiam, aggiungendo di essere «orgoglioso di ciò che il team ha realizzato durante il mio mandato» e precisando che Credit Suisse è stato trasformato con successo. Lo stesso cda ha espresso fiducia al presidente Urs Rohner. Il vicepresidente Severin Schwan ha dichiarato che Rohner ha «guidato il consiglio di amministrazione in modo lodevole durante questo periodo turbolento». Il cda si attende che Rohner rimanga in carica sino al termine del mandato, nell'aprile del 2021.

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A favore di Thiam erano scesi in campo tra l'altro il maggior singolo azionista di Credit Suisse, l'americana Harris Associates, e un altro azionista di peso come la britannica Silchester International Investors. Entrambi avevano in sostanza intimato a Urs Rohner di lasciare la carica di ceo al top manager franco-ivoriano. Ma Rohner e il cda evidentemente hanno deciso in modo diverso.

Sia Thiam che Rohner sono finiti nei mesi passati sotto i riflettori per via delle vicende dei pedinamenti ai danni di due ex manager della banca. Entrambi hanno affermato di non esserne a conoscenza (Thiam ha ribadito: “Mi dispiace per quello che è successo, non doveva accadere, ma non sapevo del pedinamento di due ex colleghi”). I due ex manager pedinati sono Iqbal Khan, già responsabile della gestione patrimoniale di Credit Suisse poi passato alla Ubs, e Peter Goerke, già capo del personale di Cs. Secondo un'indagine condotta dallo studio legale Homburger per conto di Credit Suisse, colpevole dei pedinamenti è l'ex chief operating officer Pierre-Olivier Bouée, licenziato nel dicembre scorso. Nei giorni scorsi i media svizzeri avevano poi raccolto voci anche su un'infiltrazione da parte della banca nel sistema elettronico dell'organizzazione ambientalista Greenpeace, che in passato ha manifestato anche contro Credit Suisse. La banca non aveva commentato queste voci su uno spionaggio ai danni di Greenpeace e quest'ultima aveva affermato che stava esaminando la questione. Poi la riunione del cda di ieri e l'annuncio questa mattina dell'uscita dal gruppo di Tidjane Thiam.

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