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«Credit Suisse spiava anche Greenpeace»: nuove accuse alla banca svizzera

Infiltrato il sistema informatico dell’associazione ambientalista per evitare incursioni a sorpresa all’assemblea dell’istituto

di Lino Terlizzi

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Infiltrato il sistema informatico dell’associazione ambientalista per evitare incursioni a sorpresa all’assemblea dell’istituto


2' di lettura

Al Credit Suisse le onde dell'affaire spionaggio non sono finite. La stampa elvetica riprende infatti le voci su nuove accuse all'istituto bancario. Il giornale domenicale SonntagsZeitung, in particolare, indica che l'ex chief operating officer Pierre-Olivier Bouée (licenziato alla fine dell'anno scorso) avrebbe fatto infiltrare il sistema informatico di Greenpeace, allo scopo di spiare l’organizzazione ambientalista, soprattutto per evitare che questa riuscisse a disturbare le assemblee degli azionisti della banca, come accaduto tre anni fa.

Il gruppo bancario non ha commentato quanto indicato dal giornale, Greenpeace dal canto suo ha affermato che sta indagando e che per ora non è in grado di dire di più.

Queste nuove accuse arrivano dopo due diverse tappe della vicenda, che nei mesi scorsi hanno fatto clamore. Prima era emerso il pedinamento ai danni del top manager della gestione patrimoniale Iqbal Khan, che aveva lasciato il Credit Suisse e stava per approdare alla connazionale e rivale Ubs. Poi è emerso il pedinamento di un altro manager di Credit Suisse, l'ex responsabile del personale Peter Goerke.

Secondo un'inchiesta commissionata da Credit Suisse allo studio legale Homburger, la responsabilità dei pedinamenti ricade appunto sull'ex coo Bouée, mentre né il chief executive officer Tidjane Thiam né il presidente del consiglio di amministrazione Urs Rohner ne erano a conoscenza, come hanno sempre affermato. La Finma, l'autorità svizzera di sorveglianza sui mercati, per parte sua sta esaminando la vicenda e sta analizzando anche il ruolo dei vertici della banca.

L'agenzia di stampa Bloomberg ha riferito della possibilità che il presidente del cda Rohner stia anche studiando una lista di potenziali successori di Thiam nel ruolo di ceo, ma non ci sono conferme ufficiali al riguardo. Il titolo Credit Suisse era questa mattina in leggero ribasso a Zurigo, in una seduta in cui anche l’indice elvetico delle blue chip, lo Smi, è in lieve calo.

Il gruppo bancario rossocrociato renderà noti a metà mese i suoi risultati annuali; in quell’occasione si potrà vedere anche se la sorpresa suscitata dall'affaire spionaggio-pedinamenti ha fatto sentire oppure no il suo peso sulla clientela e quindi sulle dinamiche di afflussi e deflussi di capitali.

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