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Credit Suisse: con spread oltre 400 punti rischio aumenti capitale per le banche

di Paolo Paronetto


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1' di lettura

Per le banche italiane «uno spread sovrano superiore ai 400 punti base non è sostenibile». E' il giudizio senza appello degli analisti di Credit Suisse, contenuto in un report intitolato «Politica ed economia: un'asimmetria costosa». Secondo gli esperti, «un allargamento dello spread di 200 punti base rispetto alla fine di giugno (quando era a 238 punti base) ridurrebbe il Cet1» delle banche italiane «in media di 66 punti base all'11,87% dal 12,53%» per il campione coperto dall'istituto elvetico, «facendo scattare aumenti di capitale».

Sebbene gli istituti di casa nostra trattino solamente 0,58 volte i valori di libro e siano quindi «a buon mercato», secondo Credit Suisse, potrebbero essere «potenzialmente soggetti a ulteriore pressione». Il report prende il via dalle parole del vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, che aveva escluso «piani B» o la possibilità di rivedere la manovra economica anche nel caso di un allargamento dello spread a 400 punti base. Il rischio che la strategia del governo italiano non abbia successo, secondo il Credit Suisse, è tuttavia «molto elevato», dato che «lo spread potrebbe continuare ad allargarsi e le agenzie di rating potrebbero abbassare il giudizio sul Paese» (secondo gli economisti dell'istituto un taglio del rating di un gradino nel breve termine «è uno scenario molto probabile»).

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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