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Credit Suisse, spunta un altro pedinamento di un top manager

Dopo il caso di Iqbal Khan, top manager della gestione patrimoniale poi passato alla Ubs, Credit Suisse ha confermato oggi il pedinamento nel febbraio di quest'anno di Peter Goerke, all'epoca capo del personale e membro della direzione generale del gruppo bancario

di Lino Terlizzi

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(AFP)

Dopo il caso di Iqbal Khan, top manager della gestione patrimoniale poi passato alla Ubs, Credit Suisse ha confermato oggi il pedinamento nel febbraio di quest'anno di Peter Goerke, all'epoca capo del personale e membro della direzione generale del gruppo bancario


2' di lettura

Spunta un altro caso di pedinamento in casa Credit Suisse. Dopo quello già emerso nel settembre scorso per Iqbal Khan, top manager della gestione patrimoniale poi passato alla Ubs, Credit Suisse ha confermato oggi il pedinamento nel febbraio di quest'anno di Peter Goerke, all'epoca capo del personale e membro della direzione generale del gruppo bancario. È la conclusione a cui è giunta un'inchiesta affidata dallo stesso Credit Suisse allo studio legale Homburger. L'istituto elvetico afferma comunque che né il ceo Tidjane Thiam né il presidente del cda Urs Rohner erano a conoscenza dei pedinamenti.

Goerke è stato sorvegliato per alcuni giorni nel febbraio 2019 da una società terza per conto di Credit Suisse, afferma l'inchiesta dello studio legale. A commissionare il pedinamento è stato secondo l'inchiesta l'ex chief operating officer Pierre-Olivier Bouées, già implicato nella vicenda Iqbal Khan. Bouées, che aveva annunciato in ottobre la sua futura uscita da Credit Suisse, è stato ora licenziato dalla banca con effetto immediato. Anche Remo Boccali, responsabile della sicurezza, aveva annunciato lo scorso ottobre la sua uscita dalla banca.

In un comunicato, Credit Suisse scrive che «Il pedinamento, ora confermato, di Peter Goerke è imperdonabile. Pesa molto anche il fatto che i responsabili non abbiano fornito informazioni veritiere nell'indagine esterna del settembre 2019. Inoltre, nell'organizzare la sorveglianza, hanno fatto attenzione a non lasciare alcuna traccia identificabile nei sistemi della banca. Siamo consapevoli che il pedinamento di Khan e Goerke ha danneggiato la reputazione della nostra banca». Credit Suisse ha aggiunto che il cda si è scusato con il suo ex capo del personale. La banca continuerà a collaborare su queste vicende con la Finma (l'organismo elvetico di vigilanza sui mercati).

Il pedinamento di Goerke era stata rivelato nei giorni scorsi dalla Neue Zürcher Zeitung, che ha pubblicato la prima parte di un'inchiesta in più capitoli su Khan. Il quotidiano zurighese sostiene che Goerke è stato sorvegliato per tre giorni, dal 20 al 22 febbraio 2019. L'ex capo del personale sarebbe stato seguito mentre si recava all'aeroporto di Zurigo per un viaggio nel Regno Unito. Quattro giorni dopo Credit Suisse aveva annunciato che il dirigente lasciava la direzione generale per diventare consulente senior nello stesso istituto.

Quanto a Iqbal Khan, l'ex top manager è stato tenuto sotto controllo probabilmente per evitare che, nel passaggio alla connazionale e rivale Ubs, portasse con sé clienti o dipendenti. Nell'occasione erano emersi anche contrasti personali in passato tra Khan e il ceo Thiam. Nella vicenda è poi emersa anche una tragedia, un detective privato a cui la banca aveva affidato il compito di sorveglianza si è infatti tolto la vita. Già la prima inchiesta dello studio legale Homburger sul caso Khan aveva indicato che né Thiam né il presidente Rohner erano a conoscenza del pedinamento. Ora c'è un secondo caso, quello di Goerke, che per Homburger è stato pedinato sempre all'insaputa del ceo e del presidente della banca.

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