AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca e sfrutta l'esperienza e la competenza dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni. Scopri di piùBanche

Credit Suisse tocca i nuovi minimi storici a Zurigo dopo l'aumento di capitale

L'istituto prevede conti ancora in pesante rosso. La banca nazionale saudita controlla il 9,9% del capitale

di Giuliana Licini

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il Credit Suisse affonda a nuovi minimi storici alla Borsa di Zurigo, all’indomani dell’ingresso della Saudi National Bank nell'azionariato, nell'ambito di una massiccia ricapitalizzazione. Appesantito anche dal warning dei giorni scorsi su un nuovo pesante rosso nei conti, il titolo del secondo gruppo bancario elvetico ha toccato il record negativo di 3,47 franchi nella mattinata. Dall’inizio dell’anno, quando il titolo del Cs veniva scambiato attorno a 9,5 franchi, la flessione è di oltre il 60%. Il colosso saudita Snb è da ieri azionista con il 9,9% del Credit Suisse, dopo avere acquistato 307,6 milioni di titoli di nuova emissione nel quadro di un primo aumento di capitale senza diritto di sottoscrizione riservato a “investitori istituzionali”. Con l’operazione sono stati collocati un totale di 462 milioni di azioni, con introiti lordi per 1,76 miliardi nell’ambito della ricapitalizzazione complessiva per 4 miliardi complessivi prevista dal Cs per finanziare un drastico riassetto, dopo una serie di costosi scandali.

Il secondo aumento di capitale, per un valore stimato di circa 2,24 miliardi di franchi, comporterà l’emissione di 889 milioni di azioni. In base ai termini definitivi, agli azionisti del Credit Suisse sarà assegnato un diritto di sottoscrizione per azione detenuta e sette diritti permetteranno l’acquisto di due nuove azioni al prezzo di 2,52 franchi l’una. Il periodo di esercizio dei diritti di sottoscrizione va dal 28 novembre all’8 dicembre. La quotazione e contrattazione dei nuovi titoli è prevista il giorno successivo. L'assemblea dei soci del Credit Suisse ha dato il via libera alla ricapitalizzazione mercoledì. In quell’occasione il gruppo ha anche annunciato di prevedere una perdita lorda fino a 1,5 miliardi di franchi per il quarto trimestre, per la riorganizzazione e di riflesso anche alla fuga dei clienti. Gli analisti di Vontobel si sono detti “basiti” per le massicce uscite di fondi dalla divisione di Wealth Management, pari al 10% delle masse in gestione, cioè circa 63 miliardi di deflussi netti e rilevano che la direzione dei flussi "non è ancora cambiata". Vontobel si attende conti in rosso per il Cs anche nel 2023, prima di un ritorno all’utile di misura nel 2024.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti