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Credit Suisse torna all’utile. Il ceo Thiam: «Missione compiuta»

di Lino Terlizzi

Tidjane Thiam , ceo di Credit Suisse (Reuters)

2' di lettura

Torna all'utile annuale il Credit Suisse. Dopo tre esercizi in rosso, a causa di multe per controversie soprattutto negli Usa, della riforma fiscale sempre negli Stati Uniti, degli oneri legati alla ristrutturazione, la big del settore bancario elvetico ha ritrovato il profitto. Nel 2018 l'utile netto di Credit Suisse è stato di 2,06 miliardi di franchi (1,82 miliardi di euro), contrapposto alla perdita di 983 milioni di franchi del 2017. Nel solo quarto trimestre del 2018, l'utile netto è stato di 292 milioni di franchi (259 milioni di euro), contro una perdita di 2,13 miliardi di franchi un anno prima.

Secondo Tidjane Thiam, il chief executive officer franco-ivoriano sbarcato a Zurigo nel 2015 per rilanciare quello che è il secondo gruppo bancario svizzero per dimensioni, alle spalle di Ubs, la missione di ristrutturazione è compiuta. «Gli obiettivi sono stati ampiamente raggiunti e la performance nel quarto trimestre, il nostro miglior quarto trimestre dal 2013, mostra sino a che punto la banca è cambiata dal 2015», ha affermato Tidjane Thiam.

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Alla Borsa di Zurigo questa mattina il ritorno all'utile di Credit Suisse è stato festeggiato solo brevemente, con un leggero rialzo del titolo in apertura, che ha lasciato poi spazio a un ribasso che ha superato anche il 3% in un giorno in cui l'indice elvetico Smi è scivolato dello 0,23%. Da un lato il rientro in zona profitti era dato per scontato, dall'altro una parte degli analisti si aspettava qualcosa di più su alcuni aspetti specifici.

Sul dividendo, ad esempio, le attese degli analisti erano centrate attorno a 0,29 franchi per azione, mentre il dividendo proposto dal cda è di 0,2625 franchi per titolo, in aumento del 5% rispetto agli 0,25 franchi di un anno fa. Nonostante la buona tenuta complessiva in un quarto trimestre che è stato molto difficile per via della caduta dei mercati, alcuni analisti sottolineano comunque che il bilancio è meno positivo per Credit Suisse nell'area Asia-Pacifico, e questo anche nel core business del gruppo bancario, cioè nella gestione di patrimoni. Inoltre il ramo investment banking, oggetto principale della ristrutturazione di questi anni, registra ancora alcune difficoltà, fanno notare altri analisti della piazza svizzera.

Resta il fatto che il gruppo bancario zurighese nel suo complesso adesso ha di nuovo i conti in nero e che il vertice di Credit Suisse ora guarda al 2019 in corso con qualche preoccupazione in meno. L'assemblea degli azionisti del 26 aprile prossimo dovrà pronunciarsi sulle candidature di Christian Gellerstad (ex Pictet) e Shan Li (Silk Road Finance) al consiglio di amministrazione. In uscita da quest'ultimo sono Andreas Koopman e Alexandre Zeller, che dal primo marzo passerà alla banca ginevrina Lombard Odier, come managing partner.

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