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Crediti con la Pa, le imprese potranno ancora compensare i debiti fiscali

Tra gli emendamenti dei relatori spunta la riapertura per il 2019 e il 2020. In arrivo il 730 accessibile anche a chi ha solo redditi da lavoro occasionale autonomo

di Marco Mobili e Giorgio Pogliotti

Decreto fiscale: bonus per le ripetizioni private con Isee sotto i 50mila euro

Tra gli emendamenti dei relatori spunta la riapertura per il 2019 e il 2020. In arrivo il 730 accessibile anche a chi ha solo redditi da lavoro occasionale autonomo


3' di lettura

Riaprire le compensazioni tra crediti commerciali con la Pa e debiti tributari iscritti a ruolo. Sostenere con l’8 per mille destinato allo Stato la ristrutturazione, il miglioramento e la messa in sicurezza delle scuole. A cui potrebbero aggiungersi i proventi del recupero dall’evasione del bollo auto e delle tasse di trascrizione al Pra. E per chiudere il cerchio sulla lotta al nero che matura nel mercato delle lezioni private potrebbe anche arrivare una detrazione Irpef del 19% sulle somme pagate dalla famiglie per le lezioni private e le ripetizioni dei figli.

Sono alcuni degli emendamenti che la relatrice e presidente della commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco (M5S), presenterà alla ripresa dei lavori sul decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio.

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Scontrino unico tra le proposte
A questi si aggiungeranno anche i correttivi dell’altro relatore Gian Mario Fragomeli (Pd), con cui si punta a riscrivere il calendario dell’assistenza fiscale e ad “aprire” il 730 anche a chi ha solo redditi per lavori autonomi occasionali. Sempre dal Pd, con qualche chance in più di passare, arriva anche lo «scontrino unico». L’esercente che accetterà dal 2021 pagamenti tracciati con card non sarà obbligato alla trasmissione degli scontrini. I dati delle transazioni saranno inviati direttamente al Fisco dai gestori delle carte di credito, debito o bancomat. L’obbligo del doppio scontrino scatterà, incluso quello elettronico, solo per le transazioni in contanti.

La buona notizia per imprese e professionisti in difficoltà economica pur essendo in credito con la Pa arriva dalla riapertura della compensazione di quei crediti con cartelle esattoriali affidate agli agenti della riscossione entro il 31 ottobre 2019. «Una battaglia del Movimento, spiega la Ruocco, per sostenere imprese e professionisti in difficoltà economica e soprattutto di liquidità».
La proposta emendativa, «sulla quale non dubito potrebbero convergere anche le opposizioni», aggiunge la relatrice al Dl, estende anche per il 2019 e per il 2020 le regole sulla compensazione delle cartelle esattoriali con crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati verso la Pa e certificati.

Sostegno all’edilizia scolastica
Il sostegno alla riqualificazione e all’adeguamento antisismico degli edifici scolastici è l’altro cavallo di battaglia del presidente della commissione Finanze. L’aiuto per trovare le risorse necessarie potrebbe arrivare dalle scelte dei contribuenti italiani con la destinazione dell’otto per mille dell’Irpef. Con la proposta che sarà depositata lunedì 25 novembre, la quota di diretta gestione statale potrà essere destinata a cinque tipologie di intervento, tra cui proprio il sostegno all’edilizia scolastica, secondo le regole fissate con il provvedimento di approvazione del modello 730. Non solo. Sulla destinazione alle scuole, secondo l’emendamento, non saranno ammesse deroghe da parte del Governo.

Gli emendamenti alla manovra
Intanto al Senato prosegue la messa a punto degli emendamenti al Ddl di bilancio. Anche se lo “stop and go” del decreto fiscale non avrebbe consentito ancora alla commissione Bilancio di Palazzo Madama di entrare nel merito dell’esame dei 700 correttivi segnalati. Tra cui va registrata anche l’intenzione dei 5 Stelle di trasferire a Palazzo Chigi, al Dipartimento per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, il rilascio e la gestione delle identità digitali (Spid). Gestione e rilascio che la Presidenza del Consiglio potrebbe trasferire alla società PagoPa Spa. Una forma surrettizzia di nazionalizzazione di un servizio oggi gestito da privati.

La maggioranza e il Governo, comunque, proseguiranno il lavoro di scrematura degli oltre 200 emendamenti proposti dai ministeri. Un fiume in piena che non sembra arrestarsi. Ce ne sono alcuni ancora in arrivo come quello voluto dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo (M5S), che punta a introdurre un bonus alle aziende che si mantengono in organico le donne rientrate in servizio dopo la maternità. Si tratta comunque di un nuovo punto di scontro nella maggioranza.
Il ministro Catalfo ha sottolineato la volontà di intervenire sul fenomeno che vede «le donne spesso lasciare il lavoro dopo il primo anno di maternità». Per Chiara Gribaudo (Pd) «si tratta di una proposta a suo tempo già fatta dalla Lega, che avevamo criticato: perché dovremmo premiare un’impresa che semplicemente rispetta le regole? Sarebbe una legittimazione per quelle che costringono alle dimissioni le madri lavoratrici, o le licenziano appena la legge lo consente. Meglio dare risorse per asili nido o welfare aziendale».
Nel merito, secondo la proposta del ministro del Lavoro, una volta superato il termine di 24 mesi in cui opera il divieto di licenziamento della lavoratrice madre al rientro della maternità, i datori di lavoro che mantengono in servizio le suddette lavoratrici si vedranno riconosciuto un esonero contributivo al 100% fino a 36 mesi.

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