FINANZIAMENTI

Credito agevolato, il tasso scende a 2,13% dopo tre rialzi

di Alessandro Spinelli

(Alamy Stock Photo)

2' di lettura

Inversione di tendenza a febbraio nei valori del tasso di riferimento per il credito agevolato ad industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale), la cui misura in vigore dal primo del mese si porta sul valore di 2,13 % con un decremento complessivo dello 0,10 % rispetto al 2,23 % mantenuto a gennaio.
Con la presente diminuzione si interrompe pertanto la tendenza al rialzo nei valori del Tasso di riferimento, in atto ormai dallo scorso mese di novembre.
Analogo andamento presentano tutti i tassi agevolati delle leggi che dipendono dal tasso di riferimento nazionale che presentano anch'essi decrementi anche se di intensità decisamente contenuta.

A tale proposito si deve tenere presente che gli attuali valori dei tassi di riferimento, e di conseguenza dei tassi agevolati ad essi collegati, sono stati calcolati in base alle commissioni onnicomprensive a favore degli Istituti di Credito in vigore per l'anno 2016. Pertanto, in caso di variazione di dette commissioni per l'anno 2017, anche i valori dei tassi di riferimento e dei tassi agevolati ad essi collegati varieranno retroattivamente a far data dal primo gennaio.

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Si rileva una stabilità nel tasso di riferimento comunitario da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione per concessione di incentivi a favore delle imprese. Il livello di questo indicatore resta fissato sul valore dello 0,93%, (-0,07 tasso base maggiorato di 100 punti) con decorrenza dal 01 gennaio 2017, con un decremento dello 0,02 per cento, rispetto al valore di 0,95 per cento in vigore in precedenza.

Rimane invariato anche il tasso di sconto comunitario dopo l'ultima modifica decisa dalla Banca Centrale Europea che ha azzerato il livello del tasso minimo di offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema, con validità a partire dall'operazione con regolamento 16 marzo 2016. La diminuzione del valore del parametro rispetto alla precedente misura dello 0,05 per cento è stata dello 0,05 per cento.

Si rileva un andamento analogo a quello già riscontrato per il parametro di riferimento anche nell'evoluzione dei rendimenti effettivi lordi dei titoli pubblici, che presentano anch'essi un decremento di media intensità; Il dato per dicembre 2016 del Rendistato si fissa allo 1,165 % con una variazione in diminuzione pari allo 0,093%, rispetto al valore di 1,258 % fatto segnare a novembre.

Rammentiamo che all'andamento del Rendistato è direttamente legato il valore del tasso di riferimento di cui rappresenta la componente variabile, unitamente al valore della commissione onnicomprensiva a favore degli Istituti di Credito che, al contrario, resta fissa per tutto l'anno.

Indicatori finanziari nazionali
In merito agli indicatori finanziari nazionali si segnala una nuova diminuzione, di intensità contenuta, anche a gennaio nell'evoluzione dei valori medi mensili dell'Euribor; le misure medie mensili relative all'Euribor (Euro Interbank Offered Rate) tre mesi, tasso di riferimento per il mercato interbancario si portano infatti sul valore negativo di 0,325 % per l'indicatore a base 360 e 0,329 % per l'indicatore a base 365, con una analoga variazione dello 0,010 % rispetto ai precedenti dati di dicembre.

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