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Credito Fondiario-Ifis verso la fusione delle piattaforme sui crediti deteriorati

Siglata una lettera d'intenti: possibile anche un’alleanza azionaria. L'obiettivo è creare una realtà in grado di operare lungo tutta la filiera di Npl

di Carlo Festa


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2' di lettura

Consolidamento in vista tra le grandi piattaforme per l’acquisto e la gestione degli Npl. Banca Ifis e Credito Fondiario hanno sottoscritto una lettera di intenti non vincolante finalizzata a studiare la realizzazione di una partnership nei settori dell'acquisto e gestione dei crediti problematici. Resta da capire se, al termine delle discussioni, verrà deciso di avviare anche un'alleanza azionaria.

Da circa un mese Credito Fondiario, controllato dal fondo Elliott, ha incaricato due advisor (Goldman Sachs e Deutsche Bank) di valutare tutte le opzioni possibili (dall'ipo, alle fusioni fino all'M&A) per la crescita: tanto che il dossier di Credito Fondiario è sul tavolo di tutti i maggiori player del settore.

Ora bisognerà vedere se le discussioni con Ifis saranno finalizzate o meno. In particolare, nella lettera d'intenti si delinea la possibile creazione di una nuova piattaforma in grado di operare lungo tutta la catena del valore della gestione dei portafogli di crediti deteriorati e presente in tutte le asset class in grado di competere con i principali player del mercato. Nell'ambito di tale partnership, il gruppo Credito Fondiario consoliderebbe le attività combinate svolte dalla nuova piattaforma. Le parti hanno assunto un impegno di esclusiva della durata di 60 giorni, durante il quale le stesse intendono proseguire negli approfondimenti e nelle valutazioni in corso, al fine di pervenire alla sottoscrizione di accordi vincolanti.

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«Gli Npl rimangono parte del core business di Banca Ifis sebbene il mercato degli Npl stia cambiando a causa di operazioni di consolidamento, della regolamentazione e dei diversi tipi di Npl in vendita» ha detto il ceo di Banca Ifis Luciano Colombini nel corso della conference call con gli analisti. «La transazione allo studio - ha detto Colombini - mira a valutare la creazione di un business degli Npl in grado di operare lungo tutta la catena di valore della gestione degli Npl, lungo tutte le asset class e in grado di competere, per dimensione, qualità dei servizi ed efficienza, con i principali player del mercato».

Banca Ifis sta conoscendo un periodo complesso ed è necessaria una virata rispetto al recente passato: i numeri relativi all'ultimo trimestre evidenziano un utile netto in crescita a 38,4 milioni di euro (+35,3% sul secondo trimestre 2018) e un margine di intermediazione pari a 149,1 milioni (+7,5% sul secondo trimestre 2018) grazie al più che positivo contributo del business dei crediti Non performing (44% del totale) e del settore Imprese. Sotto il profilo dei requisiti patrimoniali, il CET 1 a fine giugno è salito al 10,81% (+0,52% sul precedente trimestre) grazie agli utili realizzati nei primi sei mesi dell'anno. Il livello è ben sopra l'8,12% richiesto dallo Srep.

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