COSMETICI

Creme Reynaldi, centomila pezzi al giorno verso Stati Uniti e Asia

La società di Torino sviluppa 40 nuove formule beauty al mese

di Filomena Greco


2' di lettura

Una corsa iniziata dal 2008, quella della Reynaldi di Pianezza, azienda di cosmesi fondata da Maria Grazia Reynaldi, tra le prime donne in Italia a laurearsi in Chimica con una tesi di laurea sulla cosmesi. È lei il “genio della lampada” dell’azienda di famiglia, portata avanti con i figli. «Siamo partiti nel 2000 con un solo dipendente in un laboratorio di circa 60 metri quadri e oggi abbiam 45 addetti nello stabilimento alle porte di Torino» racconta l’amministratore delegato Marco Piccolo.

La marcia dell’azienda è iniziata nel 2008, con ricavi in crescita di circa il 25% ogni anno. «Quest’anno prevediamo di chiudere a 5,4 milioni rispetto ai 3,6 milioni dell’anno scorso – spiega il ceo – un salto di oltre il 50%». La Reynaldi è un’azienda che produce cosmetici, dai profumi alle creme per lo skin care, fino ai prodotti per l’igiene personale, perlopiù in private label. «Sviluppiamo 40 nuove formule al mese con una produzione media arrivata a circa 100mila pezzi al giorno» spiega Marco Piccolo. Oltre i tre quarti della produzione finisce sui mercati esteri (Usa, Cina, India) mentre la quota destinata a ricerca e sviluppa tocca la soglia del 13% dei ricavi. Un business model basato dunque non semplicemente su produzione e imbottigliamento/confezionamento, ma sulla capacità di creare valore aggiunto e sviluppare per brand importanti linee di prodotto “chiavi in mano”.

Una fabbrica di profumi e di bellezza, che ha sviluppato in questi anni la linea di cosmetici “vivi” distribuiti da Eataly, ad esempio, e realizzati con ingredienti come il cioccolato Gobino, il caffè Vergnano, la birra Baladin e che ha costruito un modello virtuoso di collaborazione con l’Africa. Nel 2004 Maria Grazia Reynaldi decide di dare una mano ad una piccola comunità di donne del Burkina Faso acquistando burro di karité. Un primo ordine da 100 chili dà il via ad una collaborazione che dura ancora: il gruppo di cinque donne ha creato una piccola azienda in cui oggi lavorano in 25 e grazie al burro importato la Reynaldi ha creato una linea di cosmesi distribuita con il brand karitè. «Siamo un’azienda benefit – spiega marco Piccolo– che affianca alla sua anima profit una attenzione all’impatto sociale, all’etica, alla solidarietà». Le Nazioni Unite hanno chiesto alla Reynaldi di duplicare il modello di collaborazione costruito in Burkina Faso anche in Nigeria. «Ci stiamo lavorando – spiega Marco Piccolo – con l’obiettivo di avviare una iniziativa che possa valorizzare il lavoro delle donne».

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