Start up

Cresce il corporate venture capital italiano: nel 2020 investiti 340 milioni

Ecco quanto emerge dall'Osservatorio promosso da Assolombarda e InnovUp

di Gianni Rusconi

Demo Day LVenture Group: le nove start up che guardano al futuro

2' di lettura

Delle quasi 110mila quote di partecipazione che attualmente compongono il capitale delle circa 16mila startup e delle Pmi innovative italiane, quelle provenienti dai Corporate venture capital (Cvc) sono oltre 20mila e di queste circa 9mila sono relative a investimenti diretti. I soci di “Vc” aziendali sono numericamente in crescita del 12% rispetto al 2020 e sfiorano quota 12mila, con 8.170 che hanno messo piede dentro le startup e i restanti 3.560 nelle piccole e medie realtà. I dati in questione sono estratti dalla sesta edizione dell'Osservatorio promosso da Assolombarda e InnovUp, ricerca che conferma in modo evidente il trend positivo degli investimenti da parte di imprese italiane e internazionali, con dirette conseguenze sullo sviluppo dell'open innovation nel nostro Paese.
Nel delineare la mappa degli attori di questo ecosistema, sono stati inoltre conteggiati per la prima volta gli investitori finanziari (141 quelli censiti nel 2021) e i soci Family&Friend, che partecipano al capitale di 9.485 startup e di 1.021 Pmi innovative.

Dalle aziende circa la metà degli investimenti

La pandemia ha ovviamente impattato sulle dinamiche degli investimenti nel corso di tutto il 2020 ma il saldo relativo ai capitali distribuiti alle startup innovative è positivo ed è arrivato a quota 785 milioni. Di questi, sono circa 343 i milioni provenienti dai corporate venture capital, il 43,6% del totale.
Altri 330 milioni li hanno invece messi a disposizione investitori Family&Friends, oltre 103 milioni investitori specializzati (fondi di Vc in testa) e i restanti 9 milioni sono stati sottoscritti da soci finanziari. Nello stesso periodo, gli investimenti in Pmi innovative hanno superato i 460 milioni di euro, di cui 236 milioni provenienti da soci Cvc e circa 198 milioni investiti in ex-startup, know-how e incentivi fiscali per ridurre il gap con gli altri Paesi

Loading...

Due le osservazioni da registrare.

Secondo Angelo Coletta, Presidente di InnovUp, “per ridurre il gap dell'ecosistema dell'innovazione italiano con quello dei mercati più maturi è fondamentale che le imprese consolidate partecipino alla crescita delle nuove realtà ad alto contenuto tecnologico, mettendo a disposizione non solo le necessarie risorse economiche ma anche il know-how strategico”. La parziale riduzione del credito d'imposta in ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica prevista nella Legge di Bilancio 2022, a detta di Coletta, va però nella direzione opposta “ed impatterà significativamente e in negativo sul settore”.
Paul Renda, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda, ha evidenziato in positivo come il Corporate venture capital italiano rivesta un ruolo sempre più centrale nel processo di sviluppo del mondo delle startup e delle Pmi innovative ma anche la sua dimensione ancora ridotta rispetto ai benchmark europei.
Per colmare questo gap, a suo dire, “diventa quindi fondamentale agevolare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, in particolar modo nei settori e nelle tecnologie a maggior potenziale di crescita”.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti