Coop di Dorgali

Cresce in Sardegna il pecorino etico e solidale a marchio Biraghi

di Davide Madeddu

2' di lettura

L’accordo tra la Coop di Dorgali in provincia di Nuoro e Biraghi ha dato i primi frutti. È il pecorino etico e solidale grattugiato (composto per il 70% da pecorino prodotto dalla Coop di pastori di Dorgali e per il resto da latte vaccino Biraghi 100% Made in Italy) è diventato il più distribuito in Sardegna. E vanno registrate in questo caso non solo un giusta retribuzione ma anche una distribuzione capillare su tutto il territorio regionale. Elementi positivi e significativi per un settore che, in passato, è stato al centro di proteste e forti rivendicazioni.

Il risultato emerge dal report del caseificio piemontese Biraghi che a marzo 2017 ha sottoscritto un accordo di filiera con la Coldiretti Sardegna per la distribuzione del grattuggiato etico e solidale, ossia quello che «che paga il giusto prezzo ai pastori». Quello che da tempo il mondo delle campagne sollecitava anche con le proteste in piazza.

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«Il pecorino acquistato da Biraghi - chiarisce Leonardo Salis, presidente della Cooperativa pastori di Dorgali ha sempre garantito un remunerazione del latte ai pastori di minimo un euro al litro». Secondo quanto emerge dal rapporto la distribuzione ponderata (in cui si indica la presenza che vendono più tipi di formaggio grattugiato), registra una crescita di circa il 7% rispetto al 2020 e si attesta intorno al 70 per cento. Dieci punti in percentuale in più rispetto al primo concorrente che «ha una distribuzione ponderata inferiore del 5 per cento». Un risultato molto importante, come sottolinea Luca Saba, direttore generale di Coldiretti, anche perché «l’accordo è una esperienza concreta sperimentata in uno dei settori più difficili in cui le fluttuazioni del prezzo hanno sempre dominato il mercato».

A esprimere soddisfazione per i risultati legati all’accordo di filiera è Battista Cualbu, presidente di Coldiretti: «I dati dell’accordo di filiera a distanza di ormai cinque anni devono far riflettere tutti i protagonisti delle filiere agricole, dal produttore alla distribuzione, a maggior ragione oggi che il prezzo è buono, almeno per il pecorino ma il discorso vale anche per gli altri prodotti».

«Questo fatto - argomenta Cualbu - dimostra che gli accordi seri, virtuosi e trasparenti che coinvolgono e danno pari dignità a tutti gli attori della filiera funzionano e danno soddisfazione economica a tutti». Non solo: «Da quest’anno – continua – i produttori hanno a disposizione anche lo strumento importante della legge contro le pratiche sleali che li tutela ma è soprattutto la cultura che deve cambiare».

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