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Cresce l’offerta di certificati per recuperare le minus

Una delle modalità per recuperare le minus è quello di acquistare i certificati con maxi coupon e rivenderli dopo l’accredito della cedola. È importante verificare il sistema di calcolo scelto dall’ intermediario

di Andrea Gennai


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(Marka)

3' di lettura

Manca un mese alla fine del 2019 e come ogni anno di questi tempi i risparmiatori che devono recuperare le minusvalenze puntano l’attenzione sui certificati che staccano maxi cedole (anche sopra al 20%). Sono alcune decine gli strumenti quotati creati ad hoc per favorire il recupero delle potenziali perdite fiscali pregresse. Sono titoli complessi da un punto di vista tecnico e devono essere maneggiati con attenzione.

La strada del maxi coupon
Una delle modalità per recuperare le minus è quello di acquistare i certificati con maxi coupon e rivenderli dopo l’accredito della cedola. «Bisogna ricordare - spiega Andrea Zanella, consulente finanziario autonomo - che questo tipo di operazione semplicemente rimanda nel tempo la minusvalenza. Si deve però fare molta attenzione perché spesso l’operazione ha dei costi impliciti. Il giorno dello stacco soventemente il valore del certificato perde di più del valore della cedola distribuita, visto che da quel momento in avanti il prodotto perde appeal».

Bisogna però fare molta attenzione a come il proprio intermediario applica la tassazione. Esistono infatti banche che effettuano le compensazioni solo alla vendita del titolo o alla sua scadenza naturale. La maggior parte degli istituti di credito, invece, effettua la compensazione subito, allo stacco della cedola, e questo consente di sfruttare appieno il meccanismo.

Scelta complessa
Sul mercato oggi ci sono una cinquantina di questi certificati. La scelta non è semplice visto la varietà di sottostanti e le diverse durate. Inoltre i flussi cedolari successivi alla maxi cedola normalmente sono modesti e quindi il rischio è di veder calare il valore del titolo, «fatto salvo - continua Zanella - il caso del possibile rimborso anticipato che può avvenire solo se tutti i titoli sottostanti supererano il valore che avevano al momento della creazione dello strumento. In questo caso l’operazione diventa estremamente interessante. Particolare attenzione si deve avere con i certificati con molti sottostanti. Più è elevato il numero e più è presente il rischio matematico che un titolo scenda di valore».

Titoli azionari
L’utilizzo dei certificati è solo una delle strade utilizzate per recuperare le minus, anche se negli ultimi tempi viene sempre più impiegata. «Tendiamo - spiega Piermattia Menon, Analista consultique - a non usare frequentemente i certificati con maxi cedole per compensare le minus. Solo nei casi in cui un cliente sia molto sensibile sul tema e ci sia l’urgenza di recuperare le perdite. Ci possono essere anche strade alternative per gli investitori che hanno accumulato le minus come ad esempio i titoli azionari o i certificati tradizionali (anche senza maxi cedole) perché garantiscono la compensabilità». I certificati con le maxi cedole costringono a investire in sottostanti predeterminati. Quindi ad esempio le Borse possono salire in termini di indice mentre alcuni sottostanti in questione possono non crescere allo stesso modo.

Chi acquista i certificati con maxi cedole può portare gli strumenti a scadenza o venderli dopo lo stacco cedola. In entrambe i casi otterrà il vantaggio sul versante delle minus. «Ma nel primo caso a scadenza - conclude Menon - avrà il rimborso dello strumento che, in caso di andamento favorevole dei sottostanti, fa recuperare interamente la minus», mentre con la vendita anticipata significa fare una nuova minus che potrà essere compensata entro quattro anni. Oltretutto la vendita anticipata può avere costi impliciti legati agli spread.

Per approfondire:

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