vitivinicolo

Cresce la produzione di Moscato a quota 91,5 milioni di bottiglie

di Filomena Greco

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 Il neo presidente Lorenzo Barbero


2' di lettura

Un anno difficile, ma non per il Moscato Made in Piemonte. Nel 2020 infatti la produzione delle bollicine aromatiche piemontesi chiude con un risultato in crescita dell’8,4% rispetto al 2019, per un totale di 91 milioni e 590.374 bottiglie tra Asti Docg e Moscato d’Asti Docg.
Nella dinamica delle esportazioni registrata nell’anno della pandemia, sottolinea il consorzio, c’è da segnalare la performance degli Stati Uniti, dove sono stati esportati oltre 28 milioni di bottiglie contro i 20 del 2019, prova di un apprezzamento crescente dei consumatori d’oltreoceano nei confronti di un prodotto storico della tradizione vitivinicola piemontese.
L’Asti Docg, in particolare, è riuscito a conquistare una interessante quota di mercato in Gran Bretagna, con un incremento di quasi 2 milioni di bottiglie, mentre la Russia si conferma primo mercato estero con quasi 11 milioni di bottiglie esportate.
«Penso alle tante sfide che ancora ci attendono e che devono trovarci uniti e coesi con l’unico obiettivo di far crescere la denominazione in termini di volumi e di valore – sottolinea Lorenzo Barbero, neo-presidente del Consorzio per la tutela dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg, che succede a Romano Dogliotti – ma anche di percezione di quello che realmente sono Asti Spumante e Moscato d’Asti, prodotti da un territorio unico al mondo». Vicepresidenti del neo-eletto Comitato di presidenza sono Stefano Ricagno, Piergiorgio Castagnotti, Flavio Giacomo Scagliola, Massimo Marasso e Bruno Fortunato.
Quanto alla dinamica delle esportazioni, l’Asti Spumante Docg segna un 55,3% di esportazioni in Europa, mentre la Russia (21,9%) è il primo mercato extra-Ue, seguita da Nord e Sud America (16,5%) e Asia (8,8%). Il Moscato d’Asti Docg conta su un 72,4% di esportazioni in Nord e Sud America, mentre i valori di Europa e Asia si attestano rispettivamente a quota 18,3% e 8,6%.

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