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Cresce la qualità nei calici degli italiani

La ricerca di Iri per Vinitaly fotografa i mutamenti di mercato nella fase successiva ai lock down

di Giorgio dell’Orefice

(AdobeStock)

2' di lettura

La crescita delle vendite di vino sugli scaffali della grande distribuzione organizzata che ha indubbiamente beneficiato della fase dei lockdown quando, con ristoranti e bar chiusi, il vino era possibile consumarlo solo in casa sta proseguendo anche nella fase di graduale ritorno alla normalità. E sta progressivamente favorendo i prodotti di maggiore qualità a scapito di quelli di base con un riposizionamento verso l’alto ritenuto di grande importanza dalle insegne della Gdo.

La ricerca Iri per Vinitaly

È quanto emerge dalla preview della ricerca effettuata da Iri per Vinitaly e che sarà presentata nei dettagli il prossimo 18 ottobre nel corso di Vinitaly Special Edition a Verona. Sugli scaffali della grande distribuzione nei primi 9 mesi del 2021 le vendite dei vini sono cresciute del 2% a volume e del 9,7% a valore. Un primo elemento che testimonia lo spostamento delle preferenze dei consumatori emerge dai dati sulle tipologie di vendita. Nella classifica dei vini più venduti infatti calano a volume il Lambrusco (-6,7%), la Barbera (-10,6%%) e la Bonarda (-4,9%) mentre crescono il Vermentino (+25,7%) e i vini della Valpolicella (+23,9%).

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In testa Barolo e Brunello

Tra i prodotti a maggior tasso di crescita balzo in avanti di Barolo (+42,8%) e Brunello di Montalcino (+41,5%), che però nel 2020 avevano risentito molto dei lockdown. Le prime posizioni del podio di questa particolare classifica, utile per individuare i trend, sono occupati dal Lugana (+46,4%) e dal Sagrantino di Montefalco (+43,7%).

Premiata la denominazione

Dalla ricerca Iri per Vinitaly emerge il rafforzamento del trend che tra i vini in bottiglia da 0,75 litri premia le etichette a denominazione (+4,8% in volume e + 10,8 in valore i vini Dop mentre crescono del 3,6% a volume e dell’8,1% a valore i vini Igp). Grande rimbalzo degli spumanti cresciuti del 27,1%. Male tutti gli altri formati: bottiglioni di vino comune, brik, bag in box. Le bottiglie a marca del distributore (MDD) ovvero quelle a private label, crescono invece del 3,0% nel formato da 0,75lt, ma calano del 2,9% nel totale.

La rivalutazione dei prezzi

Per quanto riguarda i prezzi, prosegue la tendenza degli ultimi anni di una progressiva rivalutazione del valore del vino nella distribuzione moderna: 3,9 euro a bottiglia il prezzo medio complessivo del vino, 5,6 euro a bottiglia delle bollicine. «La dinamica dei prezzi e delle promozioni – ha commentato il Business Insight Director di Iri, Virgilio Romano – assume una valenza importante in uno scenario di progressiva normalizzazione. A Verona analizzeremo nel dettaglio i trend per capire quali vantaggi e opportunità potrà cogliere la DM, anche nei rapporti con le cantine dedicate all'Horeca».

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