STUDIO MICROSOFT KRC RESEARCH

Crescere e rendere felici i dipendenti? Più facile se c’è cultura innovativa

I lavoratori italiani hanno dichiarato di sprecare il 59% del prorio tempo tra riunioni inutili, e-mail prive di valore e interruzioni non necessarie

di Gianni Rusconi


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(AP)

3' di lettura

Nelle maggior parte delle aziende si sta facendo sempre più strada la consapevolezza che il cambiamento sia la nuova normalità, ricordando però come per molte organizzazioni vi sia ancora molto da apprendere (e da metabolizzare) sull’evoluzione dei modelli di lavoro e di management dettata dalla trasformazione digitale. Lo dice una recente indagine commissionata da Microsoft a KRC Research e supervisionata da Michael Parke, Professor of Organizational Behavior alla London Business School: indagine che ha coinvolto oltre 9mila lavoratori in 15 Paesi europei, Italia compresa (dove sono stati intervistati oltre 500 impiegati e 110 manager) e che ha confermato un paio di tendenze già emerse in altri studi.

La prima: gli addetti che riescono a rendere le proprie attività professionali più focalizzate ed efficienti hanno tre volte più probabilità di impattare positivamente sullo sviluppo del business aziendale. La seconda: le aziende fondate su una “cultura dell’innovazione”, e quindi su un modello operativo in cui si supportano e si promuovono nuove idee, hanno molte più probabilità di raggiungere una crescita a doppia cifra.

Se guardiamo all’Italia, il 95% dei dirigenti intervistati ha dichiarato come la propria azienda sia stata recentemente coinvolta in un processo di innovazione e come nel 54% dei casi questo abbia interessato le nuove tecnologie. L’assenza di un’adeguata cultura digitale, per contro, è una delle sfide che la metà delle organizzazioni del Belpaese ha dovuto affrontare nell’ultimo anno, mentre un terzo circa ha patito le difficoltà di gestire un vero cambiamento culturale. Più in generale, è emerso il fatto che migliorare la cultura sul posto di lavoro può portare enormi benefici al business.

Il 22% dei lavoratori italiani attivi nelle aziende più innovative, in proposito, ha detto di aspettarsi una crescita a “due digit” nel corso dei prossimi cinque anni, rispetto al 7% di quelli delle imprese meno sensibili al progresso tecnologico. Il vantaggio per la stragrande maggioranza delle organizzazioni più virtuose in chiave digitale è però anche un altro, e nello specifico la capacità di attrarre e trattenere più facilmente i talenti rispetto alle realtà con una cultura meno innovativa e con maggiore turnover.

Lo studio offre inoltre precise indicazioni su come poter gestire questa problematica. Il modo migliore per trasformare la cultura aziendale, in primis, è quello di cambiare le abitudini di lavoro e le modalità di relazione. Un giusto mix fra tecnologie avanzate per la produttività e la collaborazione e un approccio operativo e organizzativo innovativo, in particolare, può contribuire notevolmente a ottimizzare tempi e processi, aiutando i dipendenti a dedicarsi alle attività più importanti e a concentrarsi sui propri compiti, realizzando appieno il proprio potenziale.

I lavoratori italiani, in proposito, hanno dichiarato di sprecare il 59% del proprio tempo fra riunioni ed e-mail inutili, interruzioni non necessarie e ricerca delle informazioni, mentre chi ha l’opportunità di lavorare in modo più fluido e focalizzato, e di conseguenza di rendere le proprie attività più efficienti, ha tre volte più probabilità (il 58% contro il 16% di coloro che non operano in queste condizioni) di essere felice sul posto di lavoro.

Un ultimo vantaggio importante, per le aziende più innovative, è infine la possibilità di collaborare in modo semplice ed efficace con colleghi, partner e clienti: il 90% del campione italiano considera infatti la “collaboration” all'interno dei team di lavoro un elemento strategico per la crescita aziendale mentre l’88% giudica la comunicazione proficua con i propri partner vitale per lo sviluppo del business.

Ad assicurare lo scambio di informazioni e il coinvolgimento dei dipendenti nei processi decisionali in modo semplice e produttivo ci pensa ovviamente la tecnologia e nello specifico i tool di collaborazione: il 62% degli addetti che accedono a questi strumenti dichiara infatti di trovare semplice la condivisione di informazioni, contro il 20% di chi non vi accede.

Se garantire l’innovazione e la crescita, sia di singolo dipendente sia a livello aziendale, è da considerare un “must”, il primo passo da compiere è lasciare che i dipendenti possano sentirsi liberi di esprimere la propria opinione e di accettare più serenamente di commettere errori. Un cambio di atteggiamento che in Microsoft è stato voluto e perseguito dall’attuale Ceo della società di Redmond, Satya Nadella.

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