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Crescere dopo il Covid: Smi lancia una serie di webinar per le aziende della moda

Il presidente Marino Vago: «Il settore rischia di perdere fino a 150mila posti di lavoro entro il 2023. Serve il sostegno forte delle istituzioni per ripartire»

di Chiara Beghelli

2' di lettura

Una serie di cinque webinar per sostenere le aziende del tessile-abbigliamento italiano a superare le difficoltà imposte dalla pandemia e trarne lezioni per il futuro: con questo obiettivo Sistema moda Italia ha presentato ieri il programma dei Giovedì di Smi, cinque appuntamenti online, accessibili previa registrazione a tutti gli operatori del settore (non solo dunque agli associati) per fornire, dati, analisi e strumenti utili a capire e prepararsi per le opportunità del post-Covid.

«Il 2021 sarà ancora un anno difficile, dopo un 2020 che ha visto una riduzione del nostro fatturato di poco meno del 30%, pari a circa 17 miliardi – ha commentato Marino Vago, presidente Smi –. Siamo molto preoccupati, soprattutto sul fronte dell’export e dell’occupazione: rischiano di perdere fino a 150mila posti di lavoro entro il 2023, se consideriamo anche il retail. Ma con gli adeguati sostegni ci riprenderemo e affermeremo di nuovo la nostra leadership».

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Le prospettive di crescita ed evoluzione post-Covid sono state oggetto del primo webinar, con la presentazione di una ricerca internazionale condotta da Long Term Partners intervistando gli amministratori delegati di aziende del lusso in Francia e Italia – dal valore cumulato di ricavi annui di oltre 25 miliardi – che ha evidenziato la necessità di un nuovo rapporto fra marchi e aziende della filiera.

Un’evoluzione che deve tener conto del cambiamento della tradizionale stagionalità a favore di un’offerta più capillare nel corso dell’anno e dunque ricalibrare le forniture, la progettazione e la produzione, con scadenze molto più brevi e precise. Infine, tutta la filiera dovrà tener conto della reale, maggiore richiesta di sostenibilità da parte dei consumatori, con prodotti che ne abbiano la caratteristiche sin dalla loro progettazione e con un preciso percorso di fine vita.

«Le aziende del tessile-moda italiano sono molto evolute, ma su alcuni aspetti possono e devono migliorare, come sul fronte delle tecnologie informatiche e delle sulle competenze gestionali – ha commentato Luca Bettale di Long Term Partners –. Il rapporto fra marchi e fornitori sarà meno tattico e più strutturale, di partnership, con le aziende che potranno partecipare alla creazione di un prodotto con le loro competenze e servizi».

Il prossimo seminario, previsto per il 18 febbraio, sarà dedicato alla Brexit, con un focus sulle nuove regole e sulle nuove barriere doganali per il tessile-abbigliamento; si proseguirà l’8 marzo con l’incontro sul welfare nell’industria della moda, per continuare il 18 con il webinar sull’economia circolare, alla luce anche della nuova legge che dal 2022 inquadrerà gli scarti tessili come rifiuti, da smaltire o recuperare: in quell’occasione sarà presentata inoltre la prima ricerca di Smi sul tema. Chiuderà la serie, giovedì 8 aprile, il webinar sulla politica industriale della federazione per il rilancio del settore.

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