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Crescita, Bankitalia taglia le stime del Pil nel 2022 a +2,6%

Lo scenario avverso, con l’interruzione completa delle forniture di input energetici dalla Russia non compensata, potrebbe portare a recessione

di Nicola Barone

2' di lettura

La Banca d’Italia rivede al ribasso le stime sulla crescita del’economia italiana. Le proiezioni macro, elaborate da via Nazionale nell'ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema, mostrano una crescita del prodotto quest’anno del 2,6%, una frenata all’1,6% nel 2023 e una lieve accelerazione (all'1,8) nel 2024.

Crescita nettamente più contenuta

Rispetto alle proiezioni pubblicate nel Bollettino economico di gennaio, la crescita del prodotto è nettamente più contenuta nel biennio 2022-23, (+3,8% quest’anno e +2,5% nel ’23 le precedenti) a causa del forte freno derivante dall'aumento dei prezzi al consumo e dell'incertezza, ed è, invece, leggermente più alta per il 2024 (1,7% la proiezione di gennaio), quando beneficerebbe del venir meno degli effetti negativi del conflitto e del rientro delle pressioni inflazionistiche. Le proiezioni, avverte Banca d’Italia, sono state elaborate prima della diffusione, il 31 maggio scorso, della revisione Istat del Pil del primo trimestre, rivista al rialzo di tre decimi di punto percentuale (allo 0,1 per cento), e all’inflazione al consumo di maggio (pari al 7,3% in base alla stima flash).

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I potenziali scenari

Le stime sono state elaborate dagli economisti sull’assunto dello scenario di base. Questo prevede che la guerra in Ucraina resti nei confini di quel paese, si protragga per tutto l’anno in corso e che le tensioni continuino a sostenere i prezzi delle materie prime, mantenendo elevata l’incertezza e rallentando il commercio internazionale. Se invece si verificasse uno scenario avverso (interruzione completa delle forniture di input energetici dalla Russia a partire dal trimestre estivo, solo parzialmente compensato per il nostro paese mediante altre fonti) lo scenario per la crescita dell’economia italiana diventerebbe molto più tetro. Crescita zero quest’anno, recessione nel 2023 (-1%) e ritorno a una crescita positiva (sotto il 2%) nel 2024.

Inflazione al 6,7% con rischi verso +8% nello scenario avverso

L’inflazione in Italia nel 2022 sarebbe di oltre il 6,7%: lo stimano le nuove previsioni della Banca d’Italia che concorrono alle ’staff projections’ della Bce, con una forte revisione al rialzo rispetto al 3,5% indicato lo scorso gennaio. Con l’allentarsi dei rincari delle materie prime, l’inflazione rallenterebbe poi al 2,7% nel 2023 e al 2% nel 2024. Nello scenario “avverso” di un’escalation della guerra in Ucraina con interruzioni alle forniture energetiche, l’inflazione “salirebbe fortemente avvicinandosi all’8% nel 2022, e resterebbe alta anche nel 2023, al 5,5%, rallentando significativamente solo nel 2024”.

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