i dati 2017

Crescita dell’Eurozona al top da 10 anni. Battuti gli Stati Uniti

di Michele Pignatelli

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Emmanuel Macron con la moglie Brigitte (Reuters)


2' di lettura

Effetto Macron sull’economia francese che ha registrato nel 2017 la miglior performance di crescita dal 2011, 1,9%, in un contesto europeo di generale accelerazione del Pil, che ha segnato nell’Eurozona il record del decennio: +2,5 per cento, meglio delle già rosee previsioni della Commissione Ue.

La performance francese
I dati diffusi oggi sono quelli preliminari del quarto trimestre del 2017 e dell’intero anno appena concluso. Quelli dell’Insee, l’istituto di statistica francese, rilevano una crescita del Pil dello 0,6% sul trimestre precedente che porta l’incremento annuo all’1,9 per cento. Il ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, ha sottolineato il contributo positivo apportato dai consumi e dalla fiducia delle imprese da quando all’Eliseo si è insediato Emmanuel Macron, con un programma riformista particolarmente attento alle esigenze del business. E proprio dagli investimenti dell’industria manifatturiera (e dal saldo commerciale) sono in effetti arrivati i contributi più forti al dato del quarto trimestre, mentre i consumi - pur in crescita - hanno leggermente frenato.

LA CRESCITA FRANCESE

Variazione % annua del Pil. (*) Stima preliminare (Fonte: Insee)

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Tutti i meriti non possono andare al giovane presidente, che in parte ha potuto godere anche della ricaduta dei tagli alle tasse del precedente governo. Macron potrà però senz’altro sfruttare il momento positivo dell’economia francese per rafforzare l’agenda interna e promuovere il rilancio dell’Eurozona, cuore della sua visione europeista. Per cominciare - in presenza di un trend destinato a continuare nel 2018, secondo il ministro Le Maire - ha l’opportunità di far rientrare il deficit entro i parametri del 3%: il budget francese aveva infatti stimato per il 2017 una crescita inferiore, soltanto dell’1,7 per cento.

LA UE BATTE GLI USA

Variazione percentuale annua del Pil

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Eurozona meglio degli Stati Uniti

Quanto all’Europa, i dati preliminari di Eurostat hanno registrato a fine 2017 una crescita del Pil dello 0,6% congiunturale (e del 2,7% tendenziale), con revisione a rialzo del terzo trimestre. Anche in questo caso, però, il dato più significativo è quello annuo: un Pil salito del 2,5%, miglior performance dal 2007, quando l’economia registrò un’espansione del 3 per cento. E per il secondo anno Eurolandia fa meglio degli Stati Uniti , cresciuti del 2,3 per cento. Oltre al contributo francese, si segnalano quello tedesco (+2,2%) e quello spagnolo, diffuso sempre oggi: +3,1%, quarto anno consecutivo di crescita.

Anche le prospettive per il 2018, secondo la maggior parte degli analisti, rimangono buone. Dopo anni di contrazione o stagnazione seguiti alla crisi dei debiti sovrani l’Eurozona sembra dunque tornata - con il fondamentale contributo della politica monetaria espansiva della Bce - un pilastro dell’economia globale.

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