dal 24 settembre

Crescita e ambiente binomio indissolubile: al Festival dell’economia di Trento ne parlano 6 Nobel

Quaranta incontri, dal 24 al 27 di settembre, con gli studiosi più influenti nella ricerca e la definizione di strategie in materia

di Dino Pesole

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(© André Gonçalves)

Quaranta incontri, dal 24 al 27 di settembre, con gli studiosi più influenti nella ricerca e la definizione di strategie in materia


3' di lettura

Ambiente e crescita. Un binomio ormai indissolubile, e dunque una scelta opportuna e per certi versi obbligata per la quindicesima edizione del Festival dell’Economia di Trento, il tradizionale appuntamento di fine maggio/inizi giugno che quest’anno è slittato a causa del Covid al 24-27 settembre. Edizione completamente online sul sito del Festival www.festivaleconomia.it e sui social collegati.

La chiave “green”

Quaranta incontri, dal 24 al 27 di settembre, con gli economisti che maggiormente hanno contribuito alla ricerca e alla definizione di strategie di politica economica su questi temi, in linea con le priorità che già prima dell’esplodere della pandemia la Commissione europea ha inserito nei suoi programmi da qui ai prossimi anni. Declinare le ricette per sostenere le economie mondiali, alle prese con una recessione senza precedenti, in chiave “green” e socialmente compatibile è la strada obbligata, condivisa certo nelle sue linee portanti da gran parte dei paesi europei, ma ora da definire e da “calare” nelle strategie di politica economica che verranno messe a punto nelle prossime settimane.

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Il sostegno europeo alla ripresa

Per l’Italia la sfida è enorme, al pari delle grandi opportunità che vanno delineandosi grazie al combinato di interventi decisi in sede europea inimmaginabili fino a qualche mese fa. Si va dai fondi di Sure, destinati a mitigare gli effetti della crisi sull’occupazione (l’Italia ha già prenotato 27,4 miliardi), alle risorse che dal prossimo anno affluiranno attraverso il Recovery Fund (209 miliardi tra prestiti e sovvenzioni), e ai fondi resi disponibili grazie alla nuova linea di credito del Mes (36 miliardi), destinati esclusivamente a sostenere i costi diretti e indiretti della sanità. Un’occasione unica, di cui si discuterà a Trento, ma attenzione a non disperdere le risorse in mille rivoli. Occorre evitare il rischio, paventato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che l’appuntamento con il Recovery Fund si trasformi in una sorta di “assalto alla diligenza”, stile anni Ottanta. Per questo il tema prescelto per questa edizione del Festival pari assolutamente centrale e come si legge nelle schede di presentazione dell’appuntamento trentino «non solo per la necessità di intervenire prima che i cambiamenti climatici diventino irreversibili, ma anche per rilanciare le nostre economie dopo la crisi della pandemia».

Il programma

Il programma del festival, come di consueto, è fittissimo di appuntamenti con il pubblico in sala e online comunque pronto (nel rispetto delle regole imposte dal Covid) a rivolgere domande ai relatori. Si parte giovedì 24 settembre alle ore 15.00 con l’inaugurazione online del presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e tra gli altri del rettore dell’Università Paolo Collini, dell’editore Giuseppe Laterza, del coordinatore del Comitato editoriale Innocenzo Cipolletta, del responsabile della Ricerca e Chief Economist di Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice e del direttore scientifico del Festival Tito Boeri che illustrerà il programma di questa edizione che può contare su sei Nobel per l’Economia tra i relatori.

Gli incontri di apertura

Tra gli incontri di apertura quello con Esther Duflo, Premio Nobel nel 2019 insieme al marito Abhijit V. Banerjee con cui ha scritto il libro appena pubblicato in Italia “Una buona economia per tempi difficili”. Ma ci sarà anche Angus Deaton (Nobel, 1984), che chiuderà il Festival con una lectio sul disastro economico-sociale causato dalla pandemia negli Stati Uniti. Il Premio Nobel (2018) Robert Nordhaus noto proprio per i suoi studi sul cambiamento climatico, discuterà l’efficacia o meno dell’introduzione di una carbon tax. Robert Shiller (Nobel, 2013) illustrerà la centralità delle narrazioni e, quindi, il ruolo fondamentale dei media nella definizione delle scelte dei consumatori. Micheal Spence (Nobel, 2001) dialogherà con Robert Jhonson sulle innovazioni che si producono in un momento di crisi come quella che stiamo vivendo oggi. Lars Peter Hansen (Nobel, 2013) illustrerà come la teoria dei giochi può essere d’aiuto nelle scelte politiche per fronteggiare il riscaldamento globale. Tra gli ospiti italiani, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che discuterà sulle prospettive e le sfide che attendono l’economia italiana.

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