le stime della commissione europea

Crescita italiana dell’1,5% nel 2017 (ma resta la più bassa dell’Unione)

di Beda Romano

(© Zoonar/Christian Mue)

3' di lettura

BRUXELLES - Sono stime economiche relativamente positive per l’Italia quelle che la Commissione europea ha presentato oggi qui a Bruxelles. Le nuove stime prevedono un calo del debito pubblico, a fronte tuttavia di un deficit che rimane (più o meno) stabile. Tuttavia, pur in aumento, la crescita rimane la più bassa dell'Unione. Entro fine mese, l’esecutivo comunitario pubblicherà l’attesa opinione sul bilancio italiano relativa al 2018. Non sono previste decisioni antagonistiche da parte di Bruxelles.

La Commissione europea prevede una crescita economica in Italia dell'1,5% nel 2017, dell'1,3% nel 2018, e dell'1,0% nel 2018. Rispetto alle stime di primavera, l'esecutivo comunitario si aspetta per quest'anno una crescita ben superiore alle attese (in maggio stimava la crescita italiana di quest'anno e del prossimo allo 0,9 e all'1,1%). A titolo di confronto, il ministero dell’Economia in settembre prevedeva rispettivamente l'1,5% nel 2017, e l'1,2% nel 2018 e nel 2019.

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L'esecutivo comunitario attribuisce il calo della crescita da qui al 2019 a un apprezzamento dell'euro, a una diminuzione dei consumi pubblici e privati. Nel contempo, gli investimenti sono previsti in crescita. A giocare è anche un previsto rialzo dell’inflazione che dovrebbe pesare sulla spesa. Ciò detto, le riforme strutturali nell’economia reale e nel settore bancario dovrebbero contribuire a un aumento della crescita potenziale, sempre secondo l'analisi della Commissione europea.

«Dopo cinque anni di una ripresa moderata, l'economia europea è entrata in una fase di accelerazione», ha detto in un comunicato il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici. Eppure, ancora una volta le stime rivelano che l’Italia ha la crescita più bassa tra tutti i Ventotto. Nel 2019, addirittura anche il Regno Unito, alle prese con la drammatica uscita dall'Unione, farebbe meglio dell'Italia (all'1,1% rispetto all'1,0% stimato per l'economia italiana).

Interessanti sono anche i dati sul debito pubblico italiano, che la Commissione europea prevede in calo: dal 132,1% del prodotto interno lordo nel 2017, al 130,8% del Pil nel 2018 per scendere al 130,0% del Pil nel 2019. A titolo di confronto, secondo il Documento economico e finanziario (Def) di settembre, le stime governative prevedono un debito pubblico rispettivamente al 131,6% del Pil nel 2017, al 130,0% del Pil nel 2018, e al 127,1% del Pil nel 2019.

Infine, sempre secondo la stessa Commissione europea, il deficit italiano dovrebbe essere del 2,1% del Pil nel 2017, dell'1,8% del Pil nel 2018 e del 2,0% del Pil nel 2019. Ancor più indicativo è il previsto peggioramento del saldo strutturale. In questo ambito, le previsioni del ministero dell'Economia a Roma sono più ottimistiche. Prevedono un disavanzo pubblico del 2,1% del Pil nel 2017, dell'1,6% del Pil l'anno prossimo, e dello 0,9% del Pil nel 2019.

I dati pubblicati oggi serviranno alla Commissione europea per finalizzare l'opinione sul bilancio 2018. Il governo Gentiloni ha presentato una manovra che prevede una riduzione del deficit strutturale dello 0,3% del Pil. Secondo segnali provenienti da più parti, non sembra vi sia da parte di Bruxelles un atteggiamento antagonistico. Nell'analisi pubblicata oggi, l'esecutivo comunitario si limita a osservare che «il saldo strutturale dovrebbe migliorare solo marginalmente nel 2018».

In pillole, le stime pubblicate oggi prevedono inoltre una crescita della zona euro del 2,2% quest'anno, del 2,1% l'anno prossimo, e dell'1,9% nel 2019. Secondo la Commissione europea, in un contesto di netto miglioramento della congiuntura, i rischi per l’economia sono “equilibrati”. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere dal 9,1% all'8,5% fino al 7,9% tra due anni. L'inflazione in compenso rimarrà stabile, tra l'1,5 e l'1,6% annuo nei tre anni 2017-2019.

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