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Crescono ancora le startup costituite online. Boom in Basilicata

Eccoo la fotografia scattata al 31 marzo 2020 dal Rapporto trimestrale realizzato dal Mise in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere

di G.Rus.

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(Adobe Stock)

Eccoo la fotografia scattata al 31 marzo 2020 dal Rapporto trimestrale realizzato dal Mise in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere


2' di lettura

La fotografia scattata al 31 marzo 2020 dal Rapporto trimestrale realizzato dal Mise in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere dice che sono arrivate a quota 2.942 le nuove imprese innovative (215 in più rispetto a fine dicembre scorso) avviate grazie alla modalità di costituzione completamente digitalizzata. Di queste, le realtà iscritte alla sezione speciale che risultano attive sono 2.860, e 82 quelle che invece hanno cessato l'attività. Con riferimento agli ultimi 12 mesi, è nell'ordine del 35% la percentuale di nuove imprese che ha scelto la soluzione digitale (il dato relativo al primo trimestre 2020 è in lieve ribasso al 32,7%) rispetto all'atto di fondazione convenzionale tramite atto notarile, risparmiando mediamente circa 2mila euro sui costi d'avvio.
Operativa dal luglio 2016, la procedura è gratuita, attribuisce lo status di startup innovativa sin dal momento della costituzione della società e può essere gestita sia in totale autonomia sia con il supporto tecnico della propria Camera di Commercio. Fino a oggi, circa tre quarti delle startup ha optato per il modello interamente online, con la validazione degli atti fondativi mediante firma digitale e la piattaforma startup.registroimprese.it. Dal rapporto emergono però forti disomogeneità su scala regionale, con notevoli scostamenti rispetto al dato nazionale.
Emblematico il caso di Basilicata, Sardegna e Calabria, in cui più della metà delle startup innovative costituite da aprile 2019 a marzo 2020 ha sposato lo strumento online, e rispettivamente nel 77,3%, del 54,8% e del 50,9% dei casi. Più tradizionaliste si sono finora dimostrate invece Piemonte, Marche, Umbria, Emilia-Romagna e Valle d'Aosta. Tre regioni, e nello specifico Lombardia (nella misura del 27,4%), Lazio (11%) e Veneto (10,8%), ospitano nel loro insieme poco meno del 50% di tutte le startup italiane costituite online; Milano, a livello di città, si conferma il principale polo d'attrazione per le aziende create digitalmente, dando residenza al 17,1% del totale.
La durata delle pratiche.
Un ultimo indicatore meritevole di attenzione riguarda infine la durata delle pratiche, anch'essa soggetta a variazioni significative a livello territoriale. In media, una startup innovativa costituita online ha atteso poco più di un mese per ottenere l'iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese (per la verifica dei requisiti da parte della Camera di Commercio competente), ma nell'ultimo anno i tempi di attesa medi si sono ridotti a circa 25 giorni.

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