ADEMPIMENTI

Crescono gli appelli per prorogare l’obbligo di conservazione delle fatture 2019

Chi ha aderito al servizio di conservazione offerto dalle Entrare in corso d’anno deve caricare singolarmente le fatture emesse prima dell’adesione

di Federica Micardi

2' di lettura

Serve una proroga per completare la conservazione delle fatture elettroniche dell’anno 2019 che, tecnicamente, deve concludersi entro il 10 marzo. A chiedere più tempo per questo adempimento sono due deputati della Commissione finanze, Nadia Aprile e Raffaele Trano, che il 7 marzo hanno inviato una lettera al ministro dell’Economia Daniele Franco, al direttore dell’agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini e, per conoscenza, al presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Massimo Miani. I deputati, si legge nella loro missiva, si fanno portavoci delle istanze dell’Anc, Associazione nazionale commercialisti.

A quanto risulta al Sole 24 Ore in questi giorni anche il Consiglio nazionale dei commercialisti si sta adoperando con ministero dell'Economia e con l’agenzia delle Entrate per ottenere più tempo. Una proroga non è da escludere anche se, essendo necessario un provvedimento normativo ad hoc, è praticamente impossibile che arrivi entro il 10 marzo.

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La conservazione presso l’AdE

Il problema si pone solamente per i professionisti che hanno deciso di appoggiarsi al servizio gratuito messo a disposizione dall’agenzia delle Entrate per la conservazione delle fatture e che hanno fatto questa scelta in corso d’anno e non il 31 dicembre 2018 (il servizio messo a disposizione dall'AdE per la conservazione si attiva automaticamente dal giorno successivo all’adesione da parte del contribuente). La conservazione viene quindi garantita dalla data di adesione ma è obbligatorio conservare le fatture dell’intera annualità, anche se essendo passate obbligatoriamente dallo SdI l’Agenzia ne conosce i dettagli.

Per i mesi precedenti l’adesione è, quindi, necessario chiedere la conservazione attraverso il caricamento di ogni singola fattura; un’operazione né semplice né veloce che i deputati autori dell’appello definiscono «un farraginoso upload manuale». Il problema si pone perché diversi professionisti hanno dato per scontato che con l’adesione venissero conservate tutte le fatture elettroniche del 2019. Un’errore che rischia di costrargli caro (da mille a ottomila euro).

Proroga e conservazione automatica

Questo ennesimo adempimento, che in questa fase emergenziale è finito per molti nel dimenticatoio, torna ovviamente alla ribalta a ridosso della scadenza e, sottolineano i deputati Aprile e Trano, «va a gravare in maniera incisiva sugli operatori del settore già oberati da molteplici adempimenti derivanti dalla copiosa legiferazione d'urgenza, varata dal Governo nel tentativo di affrontare le gravi problematiche derivanti dalla pandemia».

I due deputati sollecitano quindi un pronto intervento del Governo per prorogare i termini e auspicano che l'agenzia delle Entrate prenda in carico tutte le adesioni
al servizio di conservazione opzionate dai contribuenti alla data del 10 marzo 2021 e
provveda alla conservazione automatica delle fatture elettroniche emesse e ricevute
nell'anno imposta 2019.

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