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Crescono i big mondiali del Retail. Italia solo al 71° posto

di Giovanna Mancini


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(Afp)

2' di lettura

Che le insegne italiane della grande distribuzione fossero dei “nanetti” in un mondo di giganti non è una novità. E tuttavia fa un certo effetto vedere nero su bianco il confronto tra i principali player nostrani della Gdo e quelli internazionali. La classifica è stata stilata da Deloitte nella 22esima edizione dello studio Global Powers of Retailing, che registra i risultati dell’esercizio annuale al 30 giugno 2018 dei più grandi retailer mondiali. L’Italia compare - con Coop – soltanto al 71° posto.

E tuttavia il trend per le insegne italiane è positivo, come lo è del resto per tutti i Paesi nel periodo considerato, spiega Claudio Bertone, Equity partner Deloitte e responsabile Retail: «Tutti i quattro player italiani presenti nella Top 250 dei big della distribuzione registrano un avanzamento in classifica – osserva Bertone –: Coop si conferma il primo gruppo italiano, seguita da Conad ed Esselunga, che raggiungono il 73° e 121° posto, salendo rispettivamente di cinque e dieci posizioni rispetto all’anno precedente; chiude Eurospin che avanza di 19 posizioni collocandosi al 168° posto».

I numeri però disegnano uno scenario internazionale di tutt’altra dimensione: se Coop Italia compare con 13,6 miliardi di dollari di vendite al dettaglio, il primo retailer mondiale – ancora una volta l’irraggiungibile Wal-Mart – registra ricavi per 500,3 miliardi, con una crescita anno su anno del 3%. Il podio, del resto, è tutto statunitense: al secondo e terzo posto si piazzano Costco (129 miliardi di dollari, in crescita dell’8,7%) e Kroger (quasi 119 miliardi, + 3,2%). E negli Usa ha sede - sebbene venda ovunque nel mondo – il protagonista della crescita più significativa, Amazon, che con un aumento di vendite del 25,3%sull’anno precedente, sale di due posizioni e si classifica quarto, con 118,6 miliardi.

I primi dieci retailer al mondo contribuiscono per il 31,6% al fatturato complessivo generato dai 250 maggiori retailer al mondo nell’anno fiscale 2017, che insieme hanno raggiunto un fatturato di 4.530 miliardi di dollari, in crescita del 5,7% sull’anno precedente. «L’economia globale si trova oggi a un punto di svolta – spiega Bertone –. Fino all'inizio del 2018 abbiamo assistito a una crescita importante ma nel prossimo futuro è plausibile aspettarsi un rallentamento, anche a causa di fattori quali l'inflazione nei principali mercati, gli aggiustamenti delle politiche monetarie e fiscali dei governi e il deprezzamento della valuta a cui sono soggetti gran parte dei paesi emergenti. Per i retailer questo si tradurrà in un rallentamento della spesa e un aumento dei prezzi per i beni di consumo ma anche in difficoltà nella gestione di supply chain globali».

Restringendo la lente sull’Europa, nel Vecchio continente ha sede il maggior numero di realtà della Top 250: 87 insegne, con la Germania che conta le imprese più grandi e la Francia che ha invece quelle maggiormente internazionalizzate.

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