il rapporto dell’onu

Crescono le disuguaglianze: quali sono i fattori che le favoriscono

Una situazione che soffoca la crescita economica e può sfociare in instabilità politica, ammonisce l’Onu nel World Social Report

di Giuliana Licini

Fitoussi: la digitalizzazione porterà un incremento delle disuguaglianze

Una situazione che soffoca la crescita economica e può sfociare in instabilità politica, ammonisce l’Onu nel World Social Report


3' di lettura

Le disuguaglianze nel mondo sono a livelli storicamente elevati e in crescita. Una situazione che soffoca la crescita economica e può sfociare in instabilità politica, ammonisce l’Onu nel World Social Report.

Più di due terzi della popolazione mondiale vive in Paesi dove sono aumentate la disparità, che stanno nuovamente peggiorando anche dove erano diminuite negli ultimi decenni, come Brasile, Argentina e Messico, sottolinea il rapporto.

Più disuguaglianze, meno crescita
Ricchezza e redditi sono sempre più concentrati al top. La quota di reddito che va all’1% più ricco della popolazione mondiale è aumentata in 46 Paesi sui 57 per i quali sono disponibili i dati 1990-2015, mentre il 40% con i redditi più bassi ha guadagnato il 25% in meno in 92 Paesi. Le società dove sono maggiori le disuguaglianze sono meno efficaci nel ridurre la povertà e crescono più lentamente. Di fatto chiudono la porta al progresso economico e sociale.

«Sia al Nord che al Sud del mondo, ci sono proteste di massa, alimentate da un insieme di difficoltà economiche, disparità crescenti e insicurezza nel lavoro. Le disuguaglianze di reddito e la mancanza di opportunità stanno causando un circolo vizioso di disparità, frustrazione e scontento tra generazioni», sottolinea il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Le tendenze alla disparità sono influenzate sempre più rapidamente da nuove forze. Il cambiamento tecnologico, di per sé un motore di crescita economica, può esacerbare le disuguaglianze nei salari e causare la perdita di posti di lavoro, soprattutto tra i lavoratori con competenze medio-basse.

I fattori delle disparità
Le nuove tecnologie sono causa del digital divide anche tra nazioni: quasi l’87% della popolazione nei Paesi sviluppati ha accesso a internet, mentre nelle economie meno sviluppate questo avviene solo per il 19% della popolazione. Un’altra fonte di disparità è il cambiamento climatico: il rapporto tra il reddito del 10% più ricco della popolazione mondiale rispetto al 10% più povero è del 25% più alto di quanto sarebbe senza riscaldamento globale. Le mutazioni del clima non colpiscono tutti allo stesso modo: hanno reso più poveri i Paesi che già erano i più poveri del mondo e se non verranno contrastate, faranno cadere in povertà milioni di persone nel prossimo decennio.

L’adozione di strategie economiche “verdi” può portare alla creazione di 24 milioni di posti di lavoro nel mondo. Al tempo stesso almeno 6 milioni di posti saranno persi, in particolare occupazioni poco qualificate nei settori ad alta intensità di carbonio.

Anche l’urbanizzazione è causa di divari: da un lato offre grandi opportunità di crescita economica e benessere, dall’altra nelle città, dove ormai vive più della metà della popolazione mondiale, le disparità sono maggiori rispetto alle aree rurali e sono in aumento.

Cile: oltre un milione in marcia contro le disuguaglianze sociali

I benefici che derivano dalle migrazioni internazionali, che trovano spesso origine nelle profonde disuguaglianze nei Paesi di provenienza dei migranti, dipendono dai modi in cui avvengono. I Paesi e i gruppi più poveri della popolazione ne trarranno vantaggio soprattutto se si offrono corridoi legali di arrivo ai lavoratori meno qualificati, si promuove attivamente la loro integrazione e si riducono i costi delle transazioni per trasferire soldi alle famiglie di origine (il costo medio è 6,8%, ma in Africa è sopra il 10%).

La politica unidirezionale
Le disparità, sottolinea infine il rapporto, concentrano l’influenza politica nei gruppi sociali che già stanno meglio, il che tende a conservare il divario di opportunità o addirittura ad aumentarlo. L’influenza degli “happy few” erode la capacità del Governo di fare fronte alle necessità della maggioranza e anche nei Paesi che si sono completamente ripresi dalla crisi del 2008, lo scontento popolare resta alto.

I vantaggi delle politiche vanno spesso ai più ricchi come sembra dimostrare anche il sistema di tassazione. L’aliquota più elevata di imposizione – nota il rapporto - è diminuita sia nei Paesi sviluppati, sia in quelli di via di sviluppo, rendendo il sistema meno progressivo. Nei Paesi avanzati, in particolare, è calata dal 66% medio del 1981 al 43% del 2018.

Per approfondire:
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