Il caso/2. Unipol

Crescono gli impegni per Agenda 2030

di Federica Pezzatti

1' di lettura

Unipol, da anni, persegue un approccio sistematico per orientare l’investimento dei propri asset finanziari secondo criteri di sostenibilità e responsabilità. Alla fine del 2020 gli asset sottoposti a monitoraggio di sostenibilità sono stati pari a 54,5 miliardi di euro (l’87% del totale degli asset in gestione). La percentuale degli asset risultati sostenibili in seguito a monitoraggio è del 98% (pari a 53,4 miliardi di euro).

Gli investimenti a sostegno dell’Agenda 2030 sono cresciuti complessivamente lo scorso anno del 58%, raggiungendo i 609,4 milioni di euro di investimenti tematici e ad impatto. Tra questi, quelli per il contrasto al cambiamento climatico sono cresciuti del 19%. È stato quindi superato l’obiettivo previsionale di 600 milioni di euro investiti a sostegno dell’Agenda 2030, previsto dal piano strategico per la fine del 2021.

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A parità di perimetro rispetto al 2019, il monitoraggio delle performance ambientali del gruppo ha fatto registrare nel 2020 una complessiva riduzione delle emissioni di CO2 del 23,3%, assestandosi ad un valore di 37.829 t CO2 equivalenti.

Nel 2020 ha preso il via anche il progetto Life ADA (ADaptation in Agricolture), cofinanziato dall'Unione Europea all’interno del programma Life, che ha l'obiettivo di aumentare la resilienza del settore agricolo ai cambiamenti climatici. L’iniziativa durerà fino a dicembre 2023.

Per Unipol l’impegno a sostenere e collaborare con i territori e le comunità in cui opera significa contribuire allo sviluppo e alla realizzazione di progetti di utilità sociale. Nove i milioni erogati nel 2020. Di rigore, quindi la sua presenza fra i Leader della sostenibilità 2021.

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