Associazione italiana coltivatori

Crescono le imprese agricole under 35: premi per il 50 anni di Aic

Tra i premiati nella giornata celebrativa i due frateli under 30 dell’azienda agri-boschiva Mastrota che coltiva mele in Calabria, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino

di Redazione Food


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(© Clickalps SRLs)

2' di lettura

Le imprese under 35 in agricoltura sono cresciute del 4,1% rispetto al 2018. È una delle tendenze sottolineata da uno studio Eurispes presentato a Roma nei giorni scorsi durante i festeggiamenti per i 50 anni di Aic (Associazione italiana coltivatori). Secondo lo studio “Agricoltura il futuro della tradizione” in Italia il comparto agroalimentare ha un fatturato di circa 132 miliardi di euro (dalla produzione alla trasformazione), occupa 3,2 milioni di lavoratori e produce oltre 41 miliardi di euro in esportazioni

«È in questo scenario che opera Aic ogni giorno dal 1969 – ha commentato il presidente dell’associazione Giuseppino Santoianni –, con una rete capillare di 150 sedi, 60 nel 2015, dislocate su tutto il territorio nazionale, ad eccezione del Trentino, e i 130mila soci tra piccoli coltivatori, imprenditori, lavoratori autonomi, professionisti e tecnici che operano in ambiti legati al settore agricolo, agroalimentare e della piccola pesca».

L’incontro “Radici forti per l’innovazione”, organizzato presso il Comune di Roma, è stata anche l’occasione anche per fare il punto su quale è la direzione che sta intraprendendo l’agricoltura. L’Italia, si legge in una nota, è «il primo Paese in Europa con il maggior numero di startup innovative nel settore collocandosi poi al 4 posto nel mondo». Anche grazie all’ausilio del 5G come «concreto supporto all’agricoltura 4.0»

La giornata è stata anche l’occasione per premiare alcuni soci. A proposito di giovani, in evidenza l’azienda agri-boschiva Mastrota che coltiva mele in Calabria, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. Aic la premia perché «è una gran bella storia, quella di due fratelli, non ancora trentenni, che radicati nella loro terra natia, hanno deciso di diventare imprenditori in una regione del Sud».
Sui terreni che un tempo erano dei nonni, «Salvatore e Francesco hanno pensato di puntare sull'innovazione con un prodotto insolito per questo territorio ma che ben si adatta al clima, che viene raccolto a mano per non perdere la qualità».
«Siamo partiti con circa 300 piante e oggi sono mille così riusciamo a portare le nostre mele anche fuori la Calabria insieme ad altre nostre produzioni come la marmellata o i succhi», racconta Francesco Mastrota.

Premiate anche l’Associazione Arkos di Battipaglia (Sa) con Mariella Liguori «che dà valore a quei prodotti della terra che sembravano essere spariti». “Orto Nostro” è un « progetto di riqualificazione di territori abbandonati perché sequestrati alla malavita organizzata e che oggi vengono coltivati per la produzione del fiaschello di Battipaglia, uno dei prodotti d'eccellenza della zona che ritorna sulle tavole dopo 40 anni anche grazie all'inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati».

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