L'intervista a Daniela Mapelli

«Crescono le matricole, le famiglie investono in sapere contro la crisi»

È la prima rettrice dell'Università di Padova: accanto alla didattica e alla ricerca potenzieremo il trasferimento di conoscenza e innovazione sul territorio collaborando con le imprese

di Valeria Zanetti

Cerimonia. Daniela Mapelli è stata eletta il 18 giugno: il suo insediamento all'università di Padova è fissato per il 1° ottobre

3' di lettura

Il suo insediamento, fissato per il 1° ottobre, sarà uno dei più solenni che l’Università di Padova ricordi. La prima rettrice nella storia dell’ateneo, Daniela Mapelli, eletta il 18 giugno scorso, dopo il ballottaggio con Patrizia Marzaro, ordinario di Diritto amministrativo, riceverà ufficialmente l’incarico nei giorni in cui il Bo inizierà i festeggiamenti per gli 800 anni dalla fondazione. Originaria di Lecco, 56 anni, due figli, Mapelli è ad oggi presidente del corso di laurea magistrale in Neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica (dal 2012); componente del presidio d’ateneo per la qualità e l’accreditamento della didattica (dal 2013), della commissione per i master e la valutazione (dal 2012), del consiglio della Scuola di psicologia (dal 2012), direttrice del master in Neuropsicologia clinica e vice direttrice della scuola di specializzazione in Neuropsicologia. Appena conosciuti gli esiti del voto, il rettore in carica, Rosario Rizzuto, ha sottolineato le «indubbie e straordinarie qualità, con una grande propensione all’ascolto e alla condivisione» di Mapelli. La rettrice resterà in carica per sei anni, fino al 2027.

A Padova è successo qualcosa di straordinario: è stata eletta una donna al ballottaggio con una collega.
Le dirò di più: i candidati ad inizio corsa erano quattro, tre donne e solo un uomo. Ora le rettrici in Italia sono otto. La presenza femminile si sta consolidando. Ed è significativo che questo cambiamento si sia verificato anche nell’ateneo che laureò la prima donna al mondo, la veneziana Elena Lucrezia Corner Piscopia, nel 1678.

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Cosa è successo dopo il voto?
Sono stata travolta da un flusso ininterrotto di congratulazioni ed affetto. Colleghi, istituzioni, persone che nel mio percorso ho solo incrociato, tanti ex studenti che mi hanno mandato messaggi, anche se dalla loro laurea oramai sono passati anni.

Quali sono le dimensioni dell’ateneo?
Siamo uno dei mega atenei italiani con la Sapienza di Roma, la Statale di Milano, Napoli e Bologna. La popolazione studentesca è composta da 61mila studenti e da 2.300 docenti. Nell’anno del Covid le iscrizioni hanno registrato una crescita doppia rispetto alla media italiana (+12% rispetto al +6% nazionale, ndr). Temevamo una frenata, ma le famiglie hanno continuato ad investire nella formazione dei figli e a credere nella conoscenza come arma per combattere ogni crisi, anche sanitaria.

Come avete chiuso le immatricolazioni 2020-21?
A quota 22mila, tremila in più dell’anno precedente, con 1.400 neoiscritti in arrivo da tutto il mondo, compresi il Nord Europa, gli Stati Uniti e il Canada. Negli anni abbiamo investito sull’internazionalizzazione. L’ateneo gode di riconoscimento e l’Italia è tra i Paesi che, si stima, abbiano saputo affrontare meglio la pandemia. Le matricole straniere si iscrivono trasversalmente a diversi corsi: non solo a ingegneria e medicina, ma anche agraria e veterinaria, solo per fare un esempio. Sei anni fa i corsi internazionali, in lingua inglese, erano sette, da quest'anno accademico saranno 33.

Cosa si potrà migliorare nel rapporto con il mondo delle imprese?
Già ora oltre alla didattica e alla ricerca le università hanno come mission il trasferimento di conoscenza ed innovazione al territorio. Gli esempi di collaborazione in atto con le imprese sono innumerevoli, ma comunque da potenziare, attraverso la quarta mission che il Pnrr affida agli atenei, il trasferimento tecnologico.

Come inizierà il nuovo anno accademico? C’è timore per le nuove varianti?
Siamo pronti a ripartire in presenza, abbiamo già identificato gli spazi necessari a mantenere il distanziamento. Un gran lavoro considerando che ogni semestre prevede più di 3mila insegnamenti. Tuttavia, siamo preparati anche alla soluzione mista con docenti e alcuni studenti in presenza, gli altri online. L’ultima ratio sarà l’insegnamento a distanza per tutti, già sperimentato.

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