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Crescono i pagamenti digitali: +17% il numero di transazioni degli esercenti

Impatto contenuto dell’obbligo di accettazione a luglio. In testa Val d’Aosta, Lazio e Lombardia, mentre si riduce lo scontrino medio a 40,8 euro

(AdobeStock)

2' di lettura

Non si ferma la crescita dei pagamenti digitali anche in Italia. Nel 2022 continua il trend con un aumento del 17% rispetto all’anno precedente del numero medio di transazioni per esercente.

Nella seconda parte dell’anno ha avuto effetto anche l’introduzione della sanzione per i commercianti che non accettano pagamenti con carta prevista dal Decreto Pnrr 2. Il quale però non ha avuto effetto così visibili. A luglio, il primo mese dopo l'entrata in vigore delle sanzioni, si evidenzia un +13,3% del numero medio di transazioni per esercente rispetto al mese precedente, ma con un effetto a “macchia di leopardo”.

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Se per alcuni, infatti, la spinta è stata più netta - ad esempio chi si occupa di musica, concerti e cinema ha registrato un +110,3% di transazioni cashless rispetto a giugno, chi opera nel turismo un +54,7% e i bar e ristoranti un +24.2% -, per altri settori la crescita è stata più timida. Il comparto di estetisti, parrucchieri e barbieri ha perfino segnato un calo del 2%. Lo stesso val anche a livello geografico.

A fare il punto della situazione fino a questo punto dell’intero anno è SumUp, la fintech specializzata in soluzioni cashless e digitali per le piccole imprese, nell’ambito dell’Osservatorio Pagamenti Cashless 2022 di SumUp

A livello di regioni, a registrare una crescita più interessante sono Valle d'Aosta (+43,5%), Lazio (+28,7%) e Lombardia (+25,4%), mentre per quanto riguarda i settori che nell'ultimo anno hanno spinto l'acceleratore sui pagamenti digitali spiccano taxi (+86,8% rispetto al 2021), intrattenimento legato a musica, concerti e cinema (+64,5%), caffè e ristoranti (+50,5%).

Ad accompagnare il trend di crescita è la riduzione dello scontrino medio cashless diventa anno dopo anno più “piccolo”. In Italia nel 2022 si attesta infatti sui 40,8 euro, mostrando un calo costante a partire dal 2019 (-30%), quando era a 57,9 euro. Un dato che, secondo l’Osservatorio, continua a dimostrare come con il passare del tempo stiano diventando sempre più popolari - e accettate anche da parte dei commercianti - le transazioni digitali anche per cifre sempre più piccole.

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