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Crescono i prodotti a marchio Gdo (+4,1%): 110 euro di risparmio per famiglia all’anno

La merce in vendita con la marca del supermercato ha raggiunto una quota di mercato del 20% pari a un giro d’affari di 10,8 miliardi

di L.Ben.

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(IMAGOECONOMICA)

La merce in vendita con la marca del supermercato ha raggiunto una quota di mercato del 20% pari a un giro d’affari di 10,8 miliardi


3' di lettura

La Marca dei distributori continua a crescere. Nel 2019 i prodotti venduti dalla Gdo con il proprio marchio hanno raggiunto un fatturato di 10,8 miliardi di euro, in progresso del 4,1% rispetto al 2018, per una quota di mercato del 19,9% (+0,8 punti base sul 2018). È quanto emerge dal position paper “Il contributo della Marca del distributore alla sfida dello sviluppo sostenibile e del Paese”, presentato da The European House - Ambrosetti e Associazione distribuzione moderna (Adm).

Un trend in crescita costante
Negli ultimi 16 anni la crescita del comparto è stata di 31,8 miliardi di euro, e per un 30% è dovuta all’andamento della Marca del distributore. Per il 2020 la stima è di un fatturato di 11,7 miliardi di euro, con quota di mercato del 20,6%. La previsione al 2025 è di arrivare a un fatturato di 17,2 miliardi di euro, con quota di mercato al 24,6% grazie a una crescita costante.

Il risparmio per le famiglie
Nel 2019, stima la ricerca Ambrosetti, grazie a questi prodotti c'è stato un risparmio per i consumatori di 2,8 miliardi di euro, pari a circa 110 euro a famiglia. Dallo studio, inoltre, emerge che la Marca del distributore e la distribuzione moderna creano lavoro e attivano una quota significativa di lavoro lungo la filiera.

Gli effetti sull’occupazione
Gli occupati diretti della distribuzione moderna alimentare sono 410mila
, quarto settore economico su 245 per crescita occupazionale in Italia (+31mila occupati tra il 2013 e il 2017) e terzo settore per contributo occupazionale nel Mezzogiorno (con il 6%). Nel dettaglio, secondo The European House Ambrosetti, la sola Marca del distributore sostiene 220mila occupati lungo la filiera: 75mila nell'industria alimentare; 63mila nell'intermediazione e 82mila nella distribuzione. Inoltre la distribuzione moderna favorisce l'occupazione giovanile (21% contro il 12% della media italiana gli occupati sono i 30 anni), quella femminile (63% contro il 49% della media nazionale), e i contratti a tempo indeterminato (92% contro il 65% della media italiana).

Gli effetti sulle aziende della filiera
Il rapporto di partnership tra Marca del distributore con la sua filiera favorisce anche il rafforzamento della dimensione industriale e competitiva delle aziende partner, sostenendone la crescita nel tempo sia in termini di fatturato sia in termini di valore aggiunto e occupati.

Al 2016, il 98% dei rapporti tra distribuzione moderna e partner della Marca del distributore è superiore ai 2 anni, con il 47,5% che va oltre gli 8 anni. Il fatturato delle aziende partner Mdd è aumentato a un tasso di crescita del 6,2% dal 2009 e al 2018, contro il +1,9% dell'industria alimentare. Inoltre, tra il 2013 e il 2018 le aziende che generano più del 50% del loro fatturato dalla Marca del distributore hanno avuto ricavi medi di 8,2 milioni di euro, contro 5,9% della controparte a bassa intensità di Mdd e 1,2 milioni del settore alimentare e visto aumentare i dipendenti del 5,2% medio annuo contro il 4,8%.

Il 60% ha strategia sostenibile
La sostenibilità è riconosciuta come strategica dal settore tanto che il 60% dei gruppi ha definito degli obiettivi in questa direzione come la riduzione della plastica negli imballaggi, la tracciabilità della filiera o la riduzione delle emissioni nella fase logistica/distributiva.

Dalla ricerca Ambrosetti emerge che l’attenzione del settore alla sostenibilità è già alta: il supermercato medio sta riducendo i consumi di energia elettrica (-30% dal 2005 al 2017 e -2,9% nel 2018), e il consumo di acqua (112 milioni di litri in meno all'anno).

Inoltre, è stato aumentato il recupero di eccedenze alimentari attraverso donazioni di 6 volte negli ultimi 7 anni. Tra il 2012 e il 2018 gli alimenti recuperati attraverso la collaborazione con il Banco Alimentare sono saliti da 2.400 tonnellate a 12.400 tonnellate, che equivalgono alla quantità di cibo necessaria per sfamare oltre 31mila persone in un anno. Nell'ultimo anno, i punti vendita della distribuzione moderna appartenenti alla rete Banco Alimentare sono aumentati del 43%.

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