ANALISI CRIBIS SULLE IMPRESE

Crescono i ritardi nei pagamenti

di Luca Orlando

(Adobe Stock)

2' di lettura

Potendo scegliere, meglio avere clienti nel Nord-Est. Tra Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Trentino Alto-Adige ed Emilia Romagna si trovano infatti le realtà più virtuose in termini di pagamenti: a saldare i propri debiti con ritardi superiori ai 30 giorni rispetto a quanto pattuito è infatti in quest’area solo il 7,1% delle aziende. Il quadro altrove non è tuttavia altrettanto roseo, così come non brillantissimo è anche il trend evidenziato dagli ultimi dati di Cribis.

Dall'analisi aggiornata al quarto trimestre 2018, emerge infatti che oltre un terzo (35,5%) delle imprese del nostro Paese effettua i suoi pagamenti nei termini previsti, percentuale in calo di quasi due punti rispetto a quella rilevata nello stesso periodo del 2017 (37,3%). Oltre la metà delle aziende (53,1%) adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni, un valore sostanzialmente in linea con l'anno precedente (52,2%). In crescita di quasi un punto all’11,4% è la quota di chi paga con ritardi superiori ai 30 giorni.

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Un livello distante dal picco negativo (15,7%) raggiunto nel 2013 e 2014 , ma comunque più che doppio rispetto a quanto accadeva otto anni fa, alla fine del 2010.

«Nell'ultimo trimestre 2018 – spiega Massimiliano Solari, direttore generale di Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information – la minore incidenza di imprese con ritardi oltre i 30 giorni si è registrata nel manifatturiero (8,1%), nel settore finanziario (8,7%) e nel commercio all'ingrosso (8,8%). La situazione più critica è nel commercio al dettaglio con incidenza di imprese con ritardi gravi del 17,3%. Di fronte a un simile scenario generale che vede aumentare i gravi ritardi nei pagamenti, è necessario che le aziende selezionino con sempre maggiore cura e prudenza i loro interlocutori, dotandosi di strumenti di monitoraggio e analisi dell'affidabilità economico-commerciale di partner e fornitori».

I ritardi superiori ai 30 giorni sono molto diffusi anche nel settore rurale, caccia e pesca (12,1%), dei servizi (10,1%) e minerario (10%), mentre percentuali di poco più contenute sono state rilevate nel comparto costruzioni (9,9%), trasporti e distribuzione (9,1%).

Lo studio rileva che nell'ultimo trimestre 2018, rispetto all'analogo periodo 2017, i pagamenti con ritardi superiori al mese sono aumentati del 9%, mentre quelli con una dilazione inclusa nei 30 giorni sono cresciuti dell'1,7%. Nell'arco dell'anno sono, invece, diminuite del 4,9% le aziende che adempiono puntualmente ai propri impegni pecuniari.
Come detto, in termini geografici la puntualità maggiore si riscontra a Nord-Est, dove nei tempi stabiliti paga il 44,1% delle aziende , percentuale solo di poco inferiore (41,3%) nel Nord-Ovest. In coda alla classifica ancora una volta Sue e Isole, dove a pagare per tempo è solo un’azienda su cinque mentre i ritardi gravi arrivano al 19,1%, quasi il triplo rispetto a quanto accade a Nord-Est.

Le aziende di Lombardia ed Emilia-Romagna (45,2% ciascuna) sono le più puntuali in media, mentre tra i ritardi gravi i dati peggiori si registrano in Sicilia (22,1%) e Calabria (21,2%).

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